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Cronaca della settimana in pillole, di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 16 ott 2011/ 15:18. Letto 2.331 volte. Registrato sotto Agrigento, Aragona, Campobello di Licata, Canicattì, Casteltermini, Cianciana, Cronache, Favara, In evidenza, Lampedusa, Licata, Menfi, Politica, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa, Sciacca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

9 ottobre, una tromba d’aria si e’ abbattuta, intorno alle ore 17, sul centro urbano di Licata. Sradicati alcuni alberi, uno e’ precipitato su un’auto in sosta, ed un altro ha ostacolato il transito lungo la statale 115. Numerosi cassonetti della nettezza urbana sono stati capovolti dal vento, e cosi’ anche sedie, tavoli ed altro materiale plastico. Un recinto in lamiera e’ stato divelto in piazza Gondar. Danni all’ agricoltura locale, strappati alcuni tunnel in plastica per la produzione di primaticci.

9 ottobre, a Licata i carabinieri hanno arrestato Francesco Di Rosa, 49 anni, netturbino, perche’ avrebbe lanciato dal balcone di casa, nel quartiere Montecatini, una lattina confezionata come se fosse una bomba molotov. Il gesto sarebbe stato una sorta di avvertimento contro dei vicini di casa con i quali non vi e’ accordo.

10 ottobre, i carabinieri della Compagnia di Sciacca e della stazione di Menfi, agli ordini del capitano Gaetano La Rocca, hanno arrestato a Menfi 4 romeni perché sorpresi a rubare generi alimentari per un valore di 600 euro nel supermercato ‘’Penny market‘’. I quattro, accusati di furto aggravato in concorso, sono Ionel Colceag Ionel, 52 anni, Emilian Marius Cocleag, 27 anni, Flavius Gabriel Abuhmoaie, 23 anni, e Marian Vlasceanu, 43 anni , tutti residenti ad Alcamo, in provincia di Trapani.

10 ottobre, i carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato Gianfranco Gugliotta, 33 anni, di Canicattì, sorpreso in possesso di 64,5 grammi di hashish, 7,4 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e 10 grammi di mannite, sostanza utilizzata per il taglio della droga.

10 ottobre, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Enrico Quattrocchi e Pietro Maragliano, ha scarcerato Guido e Nicolò Vasile, padre e figlio, rispettivamente di 52 e 30 anni, entrambi di Agrigento, arrestati dalla Squadra mobile lo scorso 29 agosto perche’ accusati di avere partecipato ad una spedizione punitiva a danno del titolare di uno stabilimento balneare a San Leone che, il giorno di ferragosto, ha subito, tra l’altro, lo strappo del lobo dell’orecchio sinistro. Ai due Vasile e’ stata imposta la misura cautelare dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Il terzo arrestato, Davide Cipolla, 23 anni, anche lui di Agrigento, e’ ancora in carcere. I tre rispondono di lesioni gravissime pluriaggravate e minacce.

10 ottobre, i carabinieri delle stazioni di Palma di Montechiaro, Campobello di Licata e Ravanusa hanno arrestato per furto aggravato sei romeni. Si tratta di Romeo Raducan, 29 anni, Constantin Nistor, 23 anni, Ionut Nistor, 25 anni, Catalin Feraru, 23 anni, Ciprian Stoican, 28 anni, e Ionut Gelu Stoican, 25 anni. I sei, domiciliati a Palma di Montechiaro, sono stati sorpresi lungo la strada statale 126, in prossimita’ di Camastra, a bordo di due automobili, intenti a trasportare alcune bobine di cavo elettrico, del peso di 500 chilogrammi, presumibilmente per estrarre successivamente del rame. Il materiale, di proprietà dell’Enel, è stato rubato in contrada Tintoria Agro nel comune di Ravanusa.

10 ottobre, il tribunale di Agrigento – distaccamento di Licata ha condannato a 8 mesi di reclusione, pena sospesa, il medico  Giuseppe Alaimo, già in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Licata, accusato di omicidio colposo in riferimento alla morte, nel luglio 2007, del palmese Angelo Scopelliti, colto da malore, e poi morto dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso dell’ospedale licatese. I familiari hanno presentato denuncia.

11 ottobre, ad Aragona i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Salvatore Caruana, 56 anni, di Aragona. L’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari, e’ stato sorpreso dai militari fuori casa e, di conseguenza, e’ stato arrestato per evasione.

11 ottobre, la Procura di Agrigento ed il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza hanno notificato al presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, un avviso a presentarsi per rendere interrogatorio come persona sottoposta a indagini. I reati ipotizzati sono peculato, concussione e truffa. All’esame dell’inchiesta vi sono alcuni atti compiuti dal presidente D’ Orsi, che, tra l’altro, avrebbe piantumato nella sua villa 40 palme acquistate dalla Provincia e che sarebbero state destinate a spazi di verde pubblico, aiuole di scuole e al giardino botanico. E per dirigere i lavori di piantumazione dei 40 esemplari di tipo “Washingtonia” si sarebbe avvalso di due dipendenti della Provincia utilizzandoli negli orari in cui avrebbero dovuto prestare servizio in altre mansioni. Piu’ nel dettaglio, a lavorare a casa di D’Orsi sarebbero stati l’agronomo Giovanni Alletto e l’architetto Vincenzo Buono, nominato direttore dei lavori e responsabile della sicurezza per le opere di ristrutturazione della proprieta’ di D’ Orsi. Il tutto gratuitamente, anche se l’architetto avrebbe emesso una fattura di 700 euro come acconto per un compenso mai percepito. E per concludere i lavori, il presidente D’Orsi si sarebbe servito di due imprese gia’ impegnate in appalti con la Provincia. Piu’ nel dettaglio, la “Consolida” di Gaspare Chianetta avrebbe compiuto lavori di scavo e di trasporto merce, e D’Orsi avrebbe ottenuto uno sconto del 30 per cento. E la “Manutencoop” avrebbe prestato gratuitamente opere di ristrutturazione del valore di oltre 10mila euro. Ed ancora, D’Orsi avrebbe conferito incarichi esterni per esigenze che l’ Ente Provincia avrebbe potuto fronteggiare con proprio personale. Irregolari sarebbero anche gli affidamenti dei servizi alberghieri in occasione di alcuni spettacoli del cartellone della Provincia. Le indagini, in corso da due anni, sono coordinate dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, e dal sostituto Giacomo Forte.

11 ottobre, i carabinieri della stazione di Cianciana, coordinati dal capitano Vincenzo Bulla, hanno arrestato Gaetano Santino Passafiume, 27 anni, di Cianciana, inseguito da un ordine di carcerazione firmato dalla Procura di Sciacca. Passafiume sconterà 1 anno di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti allorché il 29 dicembre del 2009, all’interno dell’abitazione di Passafiume, gia’ detenuto ai domiciliari per tentato omicidio, sono state scoperte 3 confezioni di hashish per 40 grammi, un bilancino di precisione, ed un coltello usato per tagliare lo stupefacente.

11 ottobre, i carabinieri della stazione di Menfi e della Compagnia di Sciacca, agli ordini del capitano Gaetano La Rocca, hanno arrestato, per furto aggravato in concorso, due romeni, Girbea Cristinel Costin, 23 anni, e Ciurciumano Mihai, 26 anni. I due, nel corso di un servizio di pattugliamento, sono stati sorpresi all’interno dell’ isola ecologica della societa’ Sogeir in contrada “Mandrazzi” in territorio di Menfi, intenti a rubare elettrodomestici e componenti in rame, ammassati sul posto.

11 ottobre, il Tribunale di Agrigento – Sezione distaccata di Canicatti’ ha condannato Calogero Schembri, residente a Camastra, a 2 mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni, per avere provocato delle lesioni alla ex moglie, Loredana Melilli. Gia’ in passato, per episodi dello stesso genere, Schembri e’ stato sottoposto alla misura cautelare dell’ allontanamento dalla casa familiare.  Loredana Melilli, difesa dall’ avvocato Maria Lina Faraci, si e’ costituita parte civile rivendicando il risarcimento dei danni.

12 ottobre, il giudice monocratico della sezione penale del Tribunale di Agrigento, Alessa Geraci, con proprio decreto, ha aggravato lo status da irreperibile a latitante di Armando Lo Cascio, 65 anni, di Porto Empedocle, pensionato, attualmente sotto processo per stalking ai danni di una vicina di casa. Lo Cascio si e’ sottratto ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa alcuni mesi addietro perche’ l’ uomo, nonostante fosse stato condannato per stalking, avrebbe perseverato nei suoi comportamenti vessatori e persecutori a danno della vittima.

12 ottobre, la Procura di Agrigento ha chiesto l’archiviazione a favore di 23 indagati, tra medici e infermieri degli ospedali Canicatti’ e Agrigento, inquisiti a seguito della nascita di un bambino, che oggi ha 6 anni, e  che dal momento del parto vive in stato vegetativo. Il piccolo nacque l’8 agosto del 2005 all’ospedale di Canicatti’ e fu poi trasportato al San Giovanni di Dio di Agrigento. I genitori del bimbo si sono opposti alla richiesta di archiviazione ed il Gip ha fissato per il 23 novembre un’udienza camerale al termine della quale decidera’ se accogliere o meno la richiesta di archiviazione della Procura.

12 ottobre, sono definitive in Cassazione 12 condanne emesse nell’ ambito dell’inchiesta antimafia “Marna” contro i fiancheggiatori dell’ex latitante Gerlandino Messina. Il 3 dicembre del 2008, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo li ha condannati. Il 14 luglio del 2010, dopo 6 ore di camera di consiglio, la Corte d’Appello di Palermo ha sfornato la sentenza di secondo grado. Adesso, il timbro del giudicato, la sentenza definitiva, firmata dalla corte suprema, la Cassazione a Roma, che ha respinto i ricorsi della difesa. Dunque: 3 anni e 4 mesi di reclusione al pentito di Racalmuto, Maurizio Di Gati. 5 anni a Pasquale Di Salvo, di Siculiana. 5 anni a Bruno Doria, di Agrigento. 5 anni a Gerlando Giuseppe Gucciardo, di Siculiana. 6 anni a Francesco Gucciardo, di Siculiana. 4 anni e 6 mesi all’omonimo Francesco Gucciardo, di Realmonte. 5 anni a Calogero Iacono, di Agrigento. 7 anni e 6 mesi a Carmelo Infantino, di Agrigento. 5 anni e 4 mesi a Vincenzo Mangiapane, di Cammarata. 7 anni e 8 mesi a Giovanni Putrone, di Porto Empedocle. 4 anni e 4 mesi a Martino Dino Vitello, di Agrigento. 5 anni a Pasquale Vento, di Agrigento.

12 ottobre, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ezio Damizia, ha condannato Eugenio Capitano e Vincenzo Milioto, entrambi di 33 anni, di Racalmuto, accusati di porto abusivo di arma in luogo pubblico e minacce allorche’ il 14 febbraio del 2008 avrebbero esploso alcuni colpi di pistola a scopo intimidatorio all’interno di un bar di Racalmuto. Ad Eugenio Capitano sono stati inflitti 1 anno e 8 mesi di reclusione, ed a Vincenzo Milioto 9 mesi. Assolto un terzo imputato, Serafino Mendola, 30 anni, anche lui di Racalmuto.

13 ottobre, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Agrigento, agli ordini del capitano Giuseppe Asti, hanno denunciato un tunisino di 36 anni residente a Vittoria, nel ragusano, per contrabbando di tabacchi. Infatti, l’ uomo e’ stato sorpreso ad Agrigento, al Villaggio Mose’, lungo il viale Leonardo Sciascia, a bordo di una Fiat Punto ed in possesso di un consistente quantitativo di sigarette illegali. Sequestrati 318 pacchetti di “bionde”, per un peso complessivo di 8 chilogrammi.

13 ottobre, lo scorso 30 settembre, un uomo e’ stato denunciato ai carabinieri dalla madre di un bambino di 11 anni che lo accusa di aver abusato sessualmente di suo figlio a bordo del traghetto Palladio durante la traversata da Porto Empedocle a Lampedusa. Secondo il racconto dell’ 11enne, all’interno di una cabina, l’uomo lo avrebbe molestato e avrebbe tentato un rapporto. Il ragazzino, sotto choc, e’ fuggito dalla madre. Gli indumenti indossati dal bambino, ed il tampone prelevato dai medici, sono all’esame dei carabinieri del Ris di Messina che adesso hanno depositato l’esito. Sul pigiama indossato dal bimbo vi sono tracce di liquido seminale maschile non del piccolo. Svolta, dunque, nelle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Agrigento, Andrea Maggioni.

13 ottobre, incredibile ma vero. Ad Agrigento, ignoti, approfittando di un attimo di distrazione di un carabiniere in borghese, in servizio al Comando provinciale, gli hanno rubato il borsello contenente la pistola. Il borsello e’ stato poggiato su una sedia, innanzi ad un locale, al Viale della Vittoria, e quando il carabiniere, intento a consumare una bevanda, si e’ allontanato di pochi metri per telefonare con il cellulare, i malviventi, adesso ricercati, hanno rubato il borsello, contenente, oltre la pistola d’ordinanza, anche i documenti del militare.

13 ottobre, i carabinieri della stazione di Casteltermini, a conclusione di indagini contro i furti d’acqua scattate a seguito di una denuncia sporta dalla societa’ Girgenti Acque, hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento 10 persone, tutte di Casteltermini, accusate di furto d’acqua. Tra i 10 vi sono impiegati, pensionati ed anche un parrucchiere, tutti tra i 48 ed i 72 anni di eta’. Si sarebbero allacciati abusivamente alla condotta idrica cosiddetta “Chirumbo”, usufruendo e approvvigionando gratuitamente di acqua potabile le proprie case rurali, terreni e villette, a danno di Girgenti Acque.

13 ottobre, i carabinieri della stazione di Casteltermini hanno arrestato Giuseppe Domenico De Marco, 51 anni, di Casteltermini, inseguito da una ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal Tribunale di Sorveglianza di Agrigento, in sostituzione dell’ affidamento in prova al servizio sociale. Lo scorso 21 settembre sarebbe stata accertata la presenza di De Marco all’interno di una officina di demolizione auto, in localita’ Tumarrano – Ficuzza, e, dunque, l’uomo avrebbe violato le prescrizioni a lui imposte dal Tribunale di Sorveglianza.

14 ottobre, l’ ex dirigente del Dipartimento Finanze del Comune di Favara, Patrizia Fatone, e l’ex presidente del Consiglio comunale, Michele Sanfilippo, sono stati condannati dalla Corte dei Conti per danno all’erario. Fatone e Sanfilippo restituiranno al Comune oltre 150 mila euro sottratti, secondo i magistrati, tra il 1999 e il 2000, usando fatture false per garantirsi spese personali, vestiti e anche vacanze all’estero. Per gli stessi reati i due sono stati gia’ condannati in sede penale.

14 ottobre, il 22 giugno del 2007, Calogero Crapanzano, 63 anni, maestro in pensione di Favara ma residente a Bonagia, frazione di Palermo, usando la corda per trainare la propria auto, ha strangolato e ucciso il figlio autistico, Angelo, di 27 anni, e poi si e’ costituito ai Carabinieri. Oggi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso la grazia a Crapanzano, attualmente detenuto agli arresti domiciliari per scontare una condanna a 9 anni e 4 mesi. Calogero Crapanzano gia’ 2 anni addietro si e’ rivolto al Capo dello Stato per ottenere la grazia, e ha spiegato: ‘’ troppe volte ho chiesto aiuto alle istituzioni, ma mi prescrivevano solo psicofarmaci per il mio ragazzo. Ero ormai esasperato da una vita d’inferno. Angelo picchiava me e mia moglie. Qualche volta aveva anche minacciato il suicidio. Dopo l’ennesima crisi del ragazzo, che ci chiedeva di smontare un condizionatore, ho avuto un raptus. E adesso sono pentito”. Anche i giudici, nelle motivazioni della sentenza d’appello, hanno scritto: ‘’ l’ assassinio non e’ tollerabile ne’ scusabile, ma per quasi 30 anni Crapanzano ha dedicato interamente al figlio disabile la sua vita. Non fu un dramma della follia, ma dramma della malattia. Cosa fa lo Stato per curare chi e’ colpito dal male autistico ? In quale modo si tutela l’ integrita’ delle famiglie che da questo male vengono travolte? La risposta, triste e disarmante, e’ purtroppo quella che implica l’assenza: nulla “.

14 ottobre, attentato intimidatorio a Licata, in via Palma, dove due banditi a bordo di una moto e travisati con dei caschi integrali, sono piombati nell’ area di servizio del distributore di carburante Esso, ed hanno esploso un colpo di pistola, seminando paura e panico tra il titolare e un dipendente presenti sul posto. Indaga la polizia.

14 ottobre, i carabinieri di Agrigento hanno denunciato alla Procura presso il Tribunale dei minorenni di Palermo due 16enni, residenti ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta. I due sarebbero i responsabili del furto del borsello, con dentro la pistola d’ordinanza, di un carabiniere, innanzi ad un locale al Viale della Vittoria, lo scorso 13 ottobre. La pistola e’ stata restituita al militare. I due sedicenni sono stati incastrati dalle immagini delle telecamere di video – sorveglianza nella zona.

14 ottobre, i carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato, in flagranza di reato, Ileana Solescu, 31 anni, originaria della Romania, casalinga, accusata di evasione dagli arresti domiciliari allorche’, nel corso di un controllo, non e’ stata presente nella propria abitazione ed e’ stata rintracciata lungo le vie del centro cittadino.

14 ottobre, il ravanusano Calogero Zagarrio, vittima di un agguato il 28 gennaio del 1992 a Ravanusa, e’ morto per errore del killer adesso pentito. Si tratta di Antonino Pitrolo, 54 anni, di Niscemi, ex sicario di Cosa nostra, che alla Corte d’Assise di Agrigento ha raccontato: ‘’ ho ricevuto l’incarico di uccidere Luigi Boncori, di Ravanusa, attualmente detenuto per scontare una condanna a 10 anni, perche’ all’epoca era in contrasto con Angelo Ciraolo, reggente della zona. Insieme a un complice, che poi e’ stato ucciso, ho sparato contro l’ automobile di Luigi Boncori ma ho colpito soltanto Calogero Zagarrio che era alla guida dell’auto e che mori’ sul colpo ‘’.

14 ottobre, il neo pentito di Cosa nostra agrigentina, Franco Cacciatore, ha deposto al processo d’appello cosiddetto “Scacco Matto”. Cacciatore e’ stato interrogato in videoconferenza, ed ha riferito circostanze di conoscenza con Pietro e Giovanni Derelitto di Burgio, e su due Paolo Capizzi di Ribera, di 71 anni e di 43 anni. Cacciatore ha precisato di averne appreso notizia da conversazioni in carcere con un detenuto saccense, Giacomo Lombardo.

15 ottobre, a Porto Empedocle, i poliziotti del Commissariato Frontiera, agli ordini di Cesare Castelli, hanno arrestato un extracomunitario sorpreso alla guida della sua automobile, ad elevata velocita’ e contromano nel centro cittadino, del tutto ubriaco. L’immigrato, un tunisino di 37 anni, Mahfoudhi Abdelaziz, , ha inveito e colpito con calci e pugni gli agenti, ed ha anche urinato sull’automobile della polizia.

15 ottobre, a Porto Empedocle, in contrada Vincenzella, in un terreno attiguo allo stabilimento dell’Italcementi, ignoti hanno trafugato da una cabina per l’energia elettrica circa 200 metri di rame, disabilitando di conseguenza la cabina. Grazie alla sofisticata apparecchiatura di continuita’, la produzione all’interno dell’impianto non ha subito alcun contraccolpo.

15 ottobre, i Nas imperversano in provincia di Agrigento. I carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni e sanita’ hanno sventato l’esplosione di una micidiale carica di tritolo tossico e intossicante. Infatti, nell’agrigentino, nei depositi di due aziende, e in un caseificio, i militari hanno sequestrato circa 5 tonnellate di formaggi tipici siciliani, tra caciocavallo e pecorino, perche’ in pessimo stato di conservazione, e poi perche’ non vi e’ alcuna traccia della rintracciabilita’ dei prodotti, nel senso dove sono stati prodotti, come e quando. E cosi’ anche 200 chilogrammi di salumi, scaduti, e le confezioni sono addirittura rigonfie. I titolari del caseificio e delle due aziende alimentari sono stati denunciati a piede libero alla Procura. Inoltre, nel primo deposito e’ stato chiuso il locale adibito a salagione dei formaggi, perche’ in carenti condizioni igienico sanitarie e perche’ non autorizzato. Ed ancora, nel secondo deposito e’ stata sigillata la cella frigorifera abusivamente adibita alla stagionatura dei prodotti caseari. Su alcune forme di formaggio e’ stata scoperta muffa, ed altri segni di alterazioni batteriche.

(di Angelo Ruoppolo)

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