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Cronaca della settimana in pillole VI – di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 21 nov 2011/ 21:35. Letto 1.543 volte. Registrato sotto Agrigento, Bivona, brevi, Cammarata, Canicattì, Cronache, Favara, In evidenza, Lampedusa, Licata, Palermo, Porto Empedocle, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sciacca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

12 novembre, a Favara, in via Palermo, nel centro storico, e’ crollato un edificio a due piani disabitato, gia’ pericolante da tempo. Nessun danno a persone. L’ immobile e’ ubicato nei pressi della via Del Carmine, dove il 23 gennaio del 2010 il crollo di una palazzina uccise le due sorelle Bellavia. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia locale e Ufficio tecnico comunale.

12 novembre, i giudici della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento hanno disposto la confisca dei beni a Francesco Gucciardo, 34 anni, di Realmonte, gia’ condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione, con sentenza in Cassazione, al processo per mafia ed estorsioni cosiddetto “Marna”. Confiscati 7 fabbricati e 2 terreni ubicati a Realmonte, un’azienda di autotrasporti e una ditta che opera nel settore del commercio. I giudici hanno inoltre applicato a Gucciardo, da scontare dopo lo sconto pena, la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di residenza per la durata di 3 anni e 6 mesi.

12 novembre, controllo straordinario del territorio predisposto dalla Compagnia dei Carabinieri di Sciacca, agli ordini del capitano Gaetano La Rocca. A Ribera e’ stato arrestato Daniel Nobile, 20 anni, di Ribera, sorpreso in flagranza di reato e inseguito subito dopo lo scippo della borsa ad una signora. A Sciacca sono stati arrestati i palermitani, Stefano Lo Verso, 30 anni, e Giovanni Raccuglia, 20 anni, sorpreso in localita’ San Marco a bordo di un autocarro intenti a trasportare rifiuti urbani speciali non pericolosi, soprattutto parti ferrose, senza autorizzazione.

12 novembre, i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Canicatti’ hanno arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento  della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Agrigento, il commerciante  Francesco Infantino, 38 anni, di Grotte, gia’ detenuto ai domiciliari perche’ imputato del reato di detenzione a fini di spaccio di droga nell’ ambito dell’inchiesta cosiddetta “Panis”. Pertanto, Infantino, accusato di inosservanza degli obblighi imposti dalla detenzione domiciliare, e’ stato tradotto in carcere, al “Petrusa” di Agrigento.

12 novembre, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, agli ordini del capitano Massimo Amato, hanno arrestato Francesco Di Rosa, 49 anni, di Licata, allorche’, ormai da tempo, avrebbe sottoposto i familiari ad uno stato di assoggettamento e timore psicologico che avrebbe provocato in loro un perdurante e grave stato di ansia e paura ed un fondato timore per la propria incolumita’. Di Rosa e’ inoltre accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e danneggiamento di arredi del suo appartamento a seguito di incendio. Il licatese e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari, in un luogo di cura e assistenza, cosi’ come disposto da un’ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica.

12 novembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il famoso falso accusatore di Enzo Tortora, Giovanni Salvatore Melluso, 55 anni, inteso “Gianni il bello”, e’ stato condannato a 1 anno di reclusione dal giudice del Tribunale di Sciacca, Roberta Nodari. Melluso, da anni residente a Sciacca, e gia’ sottoposto a sorveglianza speciale, e’ stato arrestato lo scorso 30 aprile dai carabinieri perche’ e’ stato sorpreso alla guida di una motoape senza patente di guida. A Melluso, infatti, la patente e’ stata ritirata da anni.

13 novembre, a Lampedusa, la societa’ che gestisce il Centro d’accoglienza per gli immigrati, e’ sotto l’assedio delle fiamme. Lo scorso 20 settembre ha subito un incendio l’ automobile in uso al direttore del centro, Cono Galipo’. Il 25 settembre altro incendio a danno di 2 furgoni della societa’ “Lampedusa accoglienza”, utilizzati per accompagnare e trasferire gli immigrati dal molo Favaloro, dove sbarcano i migranti scortati dalle motovedette, fino all’interno del Centro in contrada Imbriacola. Adesso, durante la notte tra sabato e domenica, ancora fuoco ad un furgone parcheggiato in uno spiazzo ad un centinaio di metri dall’ ingresso del Centro, il cui personale, lo ricordiamo, e’ in stato di agitazione, tra licenziamenti, liquidazioni da pagare e cassa integrazione.

13 novembre, a Bivona, in contrada San’Antonio, un incendio, di presunta origine dolosa, ha gravemente danneggiato, un’azienda agricola sita di proprieta’ di A B, ecco le iniziali del nome, di 75 anni. Le fiamme sarebbero state appiccate da ignoti banditi per cancellare le tracce di un furto di materiali agricoli perpetrato poco prima. I vigili del fuoco hanno lavorato 4 ore sul posto. Indagano i carabinieri.

13 novembre, a Licata, in via Gela, un uomo, in stato di ebbrezza, senza patente, a bordo di una Fiat Brava senza assicurazione, ha provocato danni per 25mila euro schiantandosi contro 3 automobili, una Mercedes, una Bmw e una Lancia Musa parcheggiate, e le vetrate di due negozi. L’ investitore e’ stato denunciato e l’auto sequestrata.

14 novembre, l’ inchiesta antimafia Dna. Il Tribunale del Riesame ha revocato la misura cautelare della detenzione in carcere a favore di Francesco Luparello, 37 anni, di Realmonte, difeso dagli avvocati Toto’ Pennica e Silvio Miceli, sia per il reato di associazione mafiosa che per l’aggravante del metodo mafioso in relazione a presunte estorsioni. Lo stesso Tribunale ha confermato il carcere per Domenico Seddio, 38 anni, di Porto Empedocle, cosi’ come gia’ confermato per gli altri due indagati, Filippo Focoso, 41 anni, di Realmonte, e Salvatore Romeo, 52 anni, di Porto Empedocle.

14 novembre, l’avvocato agrigentino, Marco Giglio, prepara il ricorso al Tribunale del Riesame nell’interesse dell’ ingegnere Salvatore Simonetti, originario di San Giuseppe Jato, sotto inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura di Palermo, insieme alla sua societa’ ‘’ Itria ‘’, per truffa a danno dei fondi comunitari stanziati dal Piano Operativo Regionale Sicilia 2000 – 2006, e destinati alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della regione, ed alla promozione di un turismo sostenibile. Nell’ ambito delle indagini, lo scorso 9 novembre, come si ricordera’, e’ stata sequestrata la chiesa dell’ Itria nel centro storico di Agrigento. Ebbene, la societa’ Itria avrebbe presentato all’ assessorato regionale al Turismo documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti al fine di ottenere cosi’ fondi per 1 milione di euro circa. Tra le spese mai sostenute vi e’ anche l’acquisto del complesso monumentale ex chiesa dell’Itria, ad Agrigento, in cui la Societa’ ha dichiarato l’intenzione di costruire una lussuosa struttura alberghiera. L’ avvocato Marco Giglio afferma : ‘’ dimostreremo, documenti alla mano, che tutti i lavori dichiarati sono stati compiuti, e che non vi e’ alcuna operazione inesistente. Inoltre, il finanziamento e’ regolare, compreso anche un mutuo che Simonetti ha gia’ restituito per intero al Banco di Sicilia. E, dunque, nessuna truffa e’ stata perpetrata da parte di Simonetti, il quale, peraltro, anche a Palermo e’ impegnato in opere di riconversione nel centro storico che sono il fiore all’occhiello dell’architettura del settore in citta’ ‘’.

14 novembre, il Comune di Agrigento e’ stato condannato dal Tribunale civile a pagare circa 500mila euro a due ex dipendenti.  Circa 360mila euro a uno, e 115mila euro all’altro. L’amministrazione comunale ha preannunciato ricorso a entrambe le ingiunzioni di pagamento. L’ufficio legale dell’Ente e’ gia’ a lavoro. Gli ex impiegati hanno presentato ricorso al Giudice del lavoro per avere riconosciute le retribuzioni relative a mansioni realmente svolte  oltre e rispetto alle mansioni per le quali sono stati assunti.

14 novembre, un uomo di 51 anni, Paolo Vivacqua, originario della provincia Agrigento, e’ stato ucciso a colpi di pistola nell’ufficio di una ditta della sua famiglia a Desio, in provincia di Monza Brianza, che si occupa di rottamazione di metalli. A scoprire il cadavere e’ stata la sua compagna. Allo stato i carabinieri di Desio non formulano ipotesi sul movente del delitto. Paolo Vivacqua e’ stato bersaglio di almeno 5 proiettili.

15 novembre, operazione della Polizia stradale agrigentina, capitanata da Calogero La Porta, e della Procura di Agrigento. Le indagini hanno svelato che falsi agenti assicurativi hanno procacciato clienti che hanno firmato polizze assicurative su mezzi con Compagnie inesistenti. Si tratta delle pseudo Compagnie ALPHA Insurance, ELETRIC Insurance , EURO Insurance, e MACIFILIA. Si tratta di una operazione su scala nazionale, perche’ la truffa e’ stata perpetrata in tutto il territorio della penisola. Le polizze false sequestrate, solo ad Agrigento e provincia, ammontano ad alcune centinaia.

15 novembre, indagini sono ancora in corso sulle tracce scoperte nel covo di Gerlandino Messina, a Favara, in Viale Stati Uniti. Deponendo al processo in cui Messina e’ imputato della detenzione delle armi scoperte il giorno dell’arresto, il maggiore dei carabinieri, Aldo Mattei, che partecipo’ alla cattura, ha dichiarato che nel covo sono state rilevate non solo le impronte di Gerlandino Messina e Calogero Bellavia, ma anche due tracce digitali e due tracce organiche di soggetti al momento ignoti.

15 novembre, i carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Ahemd Gamal Mahmoud Aldesouky Berber, 18 anni, egiziano, perche’ responsabile del reato di evasione allorche’ e’ stato sorpreso dai militari a passeggiare, senza alcuna autorizzazione, per le strade del centro cittadino, nonostante fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per spaccio di droga.

15 novembre, i carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato, ai domiciliari, Giuseppe Triassi, 29 anni, di Ribera, gia’ sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, per violazione dell’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Infatti, Triassi e’ stato sorpreso alla guida di un ciclomotore fuori paese e sprovvisto di patente, che gli e’ stata revocata.

15 novembre, il Tribunale di Sorveglianza di Palermo, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniela Posante, ha concesso l’affidamento in prova ai  servizi sociali a Francesco Lombardo, 24 anni, di Porto Empedocle. Lombardo e’ stato arrestato dai carabinieri il 3 dicembre del 2008 nell’ ambito della maxi operazione antidroga cosiddetta “Capo dei capi”. Al processo, l’ imputato e’ stato condannato alla  pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione. Poco meno di un anno addietro, il Tribunale di Sorveglianza ha concesso, ancora su richiesta dell’avvocato Posante, la semiliberta’ a Francesco Lombardo.

16 novembre, in attesa della sentenza, slittata al prossimo 14 dicembre a causa dello sciopero degli avvocati, il Tribunale di Agrigento ha trasferito in un ospedale psichiatrico giudiziario, per le adeguate cure sanitarie, Costantin Gennaro, 24 anni, originario di Zagorsk in Russia, che l’ 8 novembre del 2009, ad Agrigento, al Villaggio Mose’, in via Sardegna 1, al culmine di un violento litigio, l’ennesimo, avrebbe accoltellato mortalmente, con due fendenti alla gola ed allo stomaco, il padre adottivo, Damiano Gennaro, 61 anni, originario di Petralia Soprana, commerciante di arredamenti per ufficio. Il ragazzo, subito dopo il delitto, ha telefonato ai Carabinieri e si e’ costituito. A conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Santo Fornasier, ha chiesto la condanna dell’ imputato a 16 anni di reclusione.

16 novembre, a Palma di Montechiaro, i carabinieri hanno arrestato Calogero Napoli, 21 anni, di Palma di Montechiaro, responsabile di tentata rapina a mano armata al negozio “Compro oro” in via Fiorentino. Napoli, prima di fuggire, ha sparato un colpo di pistola ad altezza d’uomo rischiando di colpire la commessa presente nel locale. Due minori, complici di Napoli, sono stati denunciati.

16 novembre, si e’ dissolta nel nulla, afferrando la borsa e imbracciando la neonata appena partorita, e senza firmare il foglio di dimissioni, Shukru, la donna di 39 anni originaria della Somalia ricoverata all’Ospedale di Agrigento da venerdi’ 10 novembre, dopo aver partorito la bambina, di nome Barni, sulla barca che ha attraversato il Canale di Sicilia verso Lampedusa. L’ Ospedale ha presentato una denuncia alla Polizia. Le ricerche sono in corso.

16 novembre, a Licata, in via Palma, attentato incendiario ai danni di un Centro scommesse prossimo all’inaugurazione. Ignoti hanno appiccato il fuoco alla saracinesca.

16 novembre, a Lampedusa, in contrada Taccio Vecchio, due camion, di una impresa locale impegnata in movimento terra, sono stati danneggiati da un incendio divampato durante la notte.

16 novembre, i carabinieri della Compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, hanno arrestato Salissou Kelo Boukar, 28 anni, originario del Niger, ospite della Casa di accoglienza “La Misericordiosa”, a Santo Stefano Quisquina, perche’ accusato del tentato omicidio di un connazionale, Moussa Ali’, 28 anni, scoperto insanguinato e agonizzante in bagno, e soccorso in Ospedale ad Agrigento e poi a Catania, dove e’ ricoverato in condizioni gravissime. A lanciare l’allarme e’ stato lo stesso nigeriano, che ha sostenuto che il connazionale si fosse ferito cadendo a terra. Le ferite subite pero’ sarebbero state provocate da un corpo contundente che e’ stato sequestrato. Si tratta di un bastone ricavato da un grosso ramo di ulivo. Salissou Kelo Boukar e’ stato trattenuto in tempo, allorche’ avrebbe gia’ preparato il borsone per fuggire.

16 novembre, a carico di 4 indagati detenuti nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta ‘’ Strike ‘’, che il 18 ottobre scorso ha provocato 16 arresti nel canicattinese, e’ stata notificata un’ altra ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Diego Paci, 29 anni, Carlo Salvatore Sammartino, 23 anni, Gaspare Facciponte, 36 anni, tutti di Canicatti’, e Giuseppe Emanuele Garozzo, 31 anni, di Catania. L’ ordinanza si riferisce ad una compravendita di 800 grammi di cocaina che i tre canicattinesi avrebbero acquistato a Catania dopo avere incontrato Giuseppe Emanuele Garozzo.

16 novembre, ingiusta detenzione : la Corte d’Appello di Palermo liquida 211mila euro a Gianni Messina, fratello di Gerlandino, e 59mila euro a Francesco Gastoni, di Agrigento. Gianni Messina, 34 anni, di Porto Empedocle, il 14 ottobre del 2003, a tarda sera, verso le ore 23, e’ stato arrestato dai carabinieri al porto di Porto Empedocle. L’ avvocato Nino Gaziano , insieme alla figlia Vincenza, ha presentato il ricorso che ha fruttato a Gianni Messina 211mila euro. Si’ perche’ Gianni, fratello di Gerlandino Messina, e’ stato inquisito per estorsione nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Fortezza’’, poi ammanettato, poi detenuto 2 anni e 8 mesi, poi processato in primo, secondo grado e Cassazione, ed e’ stato assolto. Dunque, la Corte d’Appello di Palermo ha liquidato il risarcimento danni per ingiusta detenzione. Ed ancora : Francesco Gastoni, 31 anni, di Agrigento, e’ stato arrestato dalla Squadra mobile la mattina dell’ 11 luglio 2005, il giorno del blitz antimafia cosiddetto ‘’ San Calogero ‘’. Gastoni, commerciante, accusato di un attentato incendiario contro uno stabilimento balneare a San Leone, e’ stato detenuto in carcere 207 giorni. Poi, archiviazione. Adesso il risarcimento danni liquidato dalla Corte d’Appello palermitana : 59mila e 515 euro.

16 novembre, i carabinieri della Compagnia di Licata, agli ordini del capitano, Massimo Amato, hanno arrestato Giacomo Marino, 38 anni, bracciante agricolo, gia’ sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Marino e’ responsabile di inosservanza dei provvedimenti imposti dall’ Autorita’ giudiziaria allorche’ ha piu’ volte violato le prescrizioni che gli sono state imposte preventivamente. Adesso, Giacomo Marino e’ detenuto al carcere “Petrusa” di Agrigento.

16 novembre, rissa e accoltellamento a Favara, il 23 giugno del 2010. Adesso, al palazzo di Giustizia di Agrigento, il Tribunale ha condannato a 7 anni e 2 mesi di reclusione Giuseppe Stagno, 45 anni, di Favara, accusato del tentato omicidio del compaesano Gaetano Pollicino, 51 anni. Inoltre, sono stati inflitti 5 mesi di carcere a Lillo Pollicino, e 800 euro di multa ciascuno a Giovanni Stagno e Gaetano Pollicino, accusati di rissa aggravata. Assolta Filomena Restivo.

17 novembre, operazione cosiddetta “ Controtendenza”, del Nucleo Carabinieri in servizio presso l’Ispettorato provinciale del lavoro di Agrigento, contro infortuni e lavoro in nero. Numerosi sono stati gli accessi ispettivi da venerdi’ 11 a lunedi’ 14 novembre, nei Comuni di Agrigento, Favara, Canicatti’ e Sambuca di Sicilia. Nel corso dei controlli sono stati denunciati i responsabili legali di 3 imprese e di 2 ditte per varie violazioni delle normative obbligatorie in materia di sicurezza sul lavoro. E’ stata inoltre esaminata la posizione lavorativa di 20 operai, e 4 sono risultati a lavoro in nero. E’ stata sospesa l’attivita’ imprenditoriale di un ristorante per l’utilizzo di manodopera in nero. Elevate contravvenzioni per un importo complessivo di 8mila e 800 euro, e sanzioni amministrative per un importo complessivo di 110mila euro.

17 novembre, i carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Matteo Marino, 47 anni, di Palma di Montechiaro, operatore ecologico. Marino scontera’ 10 mesi di carcere perche’ il 23 aprile del 2010 avrebbe tentato, insieme ad altre 2 persone, di assalire la locale caserma dei Carabinieri, per protestare contro l’arresto appena eseguito dai militari del figlio, Ignazio Marino, 21 anni, e di Maurizio Manazza, 23 anni, arrestati per il tentato omicidio del comandante della stazione dei Carabinieri di Palma, Luigi Marletta, nel corso di una rapina ad un supermercato in via Russo a Palma.

17 novembre, i carabinieri della stazione di Ravanusa hanno arrestato Salvatore Sciacchitano, 48 anni, di Ravanusa, perche’ responsabile di inosservanza dei provvedimenti imposti dall’Autorita’ giudiziaria. L’ Ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Agrigento ha condannato Salvatore Sciacchitano a 1 anno e 6 mesi di reclusione perche’ il ravanusano, durante l’anno 2009, ha piu’ volte violato le prescrizioni che gli sono state imposte per effetto della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

18 novembre, a Palermo i carabinieri hanno arrestato Salvatore Magri’, 30 anni, di Canicatti’, ed hanno denunciato E D, ecco le iniziali del nome, 21 anni, per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. I due sono stati sorpresi in via Ponte di Bonagia, nei pressi di viale Regione Siciliana, a bordo di una Volkswagen Golf, in possesso, Magri’, di un involucro di carta stagnola contenente 5,6 grammi di eroina, e, all’interno del vano portaoggetti, di una boccetta contenente metadone.

19 novembre, ad Agrigento, in via Manzoni, ha subito un incendio il locale “Pizza Stadio”. Verosimilmente le fiamme sono state scatenate, intorno all’ alba, da un televisore fissato su di un panello vicino all’ ingresso. Il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco, allarmati da alcuni passanti, ha limitato i danni. Bruciati, oltre al televisore, anche un distributore frigorifero di bevande e un distributore di gadget. L’intero esercizio e’ stato danneggiato a causa della fuliggine. Annerite dal fumo le pareti e i banconi. Danneggiate anche la saracinesca e l’insegna. Indagano i Carabinieri. Non vi e’ nessuna traccia di liquido infiammabile o altri inneschi. Privilegiata e’ l’ipotesi del corto circuito scatenato dal televisore.

(di Angelo Ruoppolo)

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