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La cronaca della settimana in pillole. 1° ottobre

Scritto da il 1 ott 2011/ 21:34. Letto 1.130 volte. Registrato sotto Agrigento, Bivona, Burgio, Cammarata, Canicattì, Cronache, Favara, In evidenza, Licata, Lucca Sicula, Palermo, Porto Empedocle, Racalmuto, Ribera. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

(di Angelo Ruoppolo)

24 settembre, a Favara, in via Sant’ Angelo, un bandito, travisato con un casco integrale e occhiali scuri, ha rapinato il supermercato Pam. Il bottino ammonta a circa 2mila euro. Il malvivente e’ fuggito a bordo di uno scooter senza targa. Indagano i carabinieri.

24 settembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale di Palermo ha condannato tre egiziani imputati nell’ambito dell’ inchiesta cosiddetta ‘’ Taxi driver ‘’ che ha svelato un traffico di migranti clandestini in approdo sulla costa di Ribera e poi, dopo un breve soggiorno altrettanto clandestino, smistati altrove attraverso dei taxi o pullman appositamente allestiti. Si tratta di Elsobny Mohamed, 5 anni di carcere, e poi Ahmed Mohamed Abourezk Maher ed ElsayedSaad Mohamed ElsakaRagab, 5 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno.

25 settembre, a Bivona i carabinieri hanno arrestato Giovanni Messina, 39 anni, operaio, originario di Monreale ma domiciliato a Bivona, sorpreso a bordo di un pullman di linea in viaggio da Palermo in possesso, all’interno di uno zaino, di due involucri in cellophane, contenenti due panetti di hashish, per un peso complessivo di 250 grammi.

25 settembre, una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 e’  stata registrata alle ore 9.18 nella Valle del Belice tra le province di Palermo, Trapani e Agrigento. La scossa, che non ha provocato danni, non e’ stata avvertita dalle popolazioni. I Comuni, entro i 20 chilometri dal punto in cui e’ stato registrato il sisma, sono gli stessi colpiti tra il 14 e 15 gennaio 1968 dal violento terremoto del Belice che rase al suolo le cittadine di Gibellina, Salaparuta, Poggioreale e Montevago.

26 settembre, la stazione ferroviaria di Porto Empedocle, un impianto adesso parzialmente in attivita’ dopo un ventennio di chiusura, e’ stata danneggiata da un raid vandalico. Sono state distrutte le vetrate di un fabbricato e della sala d’attesa, cosi’ come anche un vecchio carrello a motore Fiat 500. I danni, secondo una stima approssimativa, ammontano a diverse migliaia di euro. Indaga la Polfer di Agrigento. ” Esterrefatti ‘’ – si dichiarano i soci dell’ Associazione Ferrovie Kaos, presieduta da Pietro Fattori, che, dopo una convenzione con Rete Ferroviaria italiana e in collaborazione con Trenitalia, hanno organizzato, negli ultimi due anni, in occasione della Sagra del mandorlo e di alcuni week end primaverili ed estivi, dei collegamenti ferroviari, per famiglie e scolaresche, fra Porto Empedocle e la Valle dei Templi.

26 settembre, si e’ concluso al Tribunale di Agrigento il processo di primo grado contro presunte irregolarita’ legate alla gestione dell’ appalto comunale per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani tra il 97 ed il 2004. La sezione penale presieduta da Antonia Sabatino ha condannato l’ ex sindaco di Agrigento, Calogero Sodano, a 2 anni e 6 mesi di reclusione per truffa, e lo ha assolto per intervenuta prescrizione del reato di abuso d’ufficio. Sodano e’ difeso dall’avvocato Salvatore Tirinnocchi. Cosi’ come richiesto dalla Procura, sono stati assolti, per non avere commesso il fatto, gli ex assessori comunali Mario Baldacchino e Carmelo Settembrino, difesi rispettivamente dagli avvocati Nino Gaziano e Dino Alonge. In giudizio si e’ costituita Parte civile Legambiente tramite l’avvocato Giuseppe Arnone.

26 settembre, la Guardia costiera di Licata e la Polizia marittima di Porto Empedocle hanno scoperto capovolta, a largo di Marina di Palma di Montechiaro, la barca del palmese Vincenzo Lauria, 46 anni, ripescato cadavere venerdi’ pomeriggio 23 settembre nelle acque antistanti la spiaggia di Zingarello, ad Agrigento. Sull’ imbarcazione non vi sono tracce di urto, e cio’ avvalora ancora di piu’ l’ipotesi dell’incidente di pesca. Forse per una manovra improvvisa, oppure per un movimento brusco a bordo, l’uomo sarebbe cascato in mare.

27 settembre, a Lucca Sicula i carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Roberto Dangelo, 30 anni, di Ribera, perche’ sabato scorso, 24 settembre, avrebbe investito con la sua automobile una pensionata di 91 anni e non l’avrebbe soccorsa. La donna e’ ricoverata nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Sciacca ed ha subito fratture giudicate guaribili in 30 giorni.  Dangelo e’ stato identificato a seguito di alcune testimonianze. Peraltro, e’ stato alla guida dell’ auto senza la patente, che gli e’ stata revocata a seguito di una condanna per stupefacenti.

27 settembre, la Direzione investigativa antimafia di Palermo impasta, inforna e sforna il primo sequestro antimafia di autunno nell’ agrigentino. Il braccio investigativo del Ministero degli Interni assale le maxi inchieste “Scacco matto”, 34 arresti dei carabinieri il 4 luglio del 2008, ed “Alta mafia”, 43 arresti della polizia il 29 marzo del 2004. Nel mirino sono in tre. Due per la “Scacco matto”, Pietro Antonio Derelitto, 48 anni, di Burgio, ed Antonio Giuseppe Perricone, 57 anni, di Burgio, che e’ detenuto in carcere. E per “Alta mafia”, Diego Gioacchino Guarneri, 43 anni, originario di Canicatti’. Tra i beni sequestrati vi sono 5 appartamenti, appezzamenti di terreno, 3 imprese, 12 rapporti bancari e alcuni autoveicoli. Pietro Antonio Derelitto e’ stato giudicato in abbreviato e assolto dal Tribunale di Palermo il 18 febbraio del 2010. Il 28 aprile scorso, a conclusione della requisitoria, la Procura generale ha invocato la sua condanna a 12 anni di carcere. E Pietro Antonio Derelitto, nato a Sciacca e residente a Burgio, presunto affiliato alla famiglia locale, e’ in attesa della sentenza. Antonio Giuseppe Perricone, anche lui presunto mafioso burgitano, e’ stato giudicato in ordinario ed e’ stato condannato il 10 febbraio scorso, in primo grado, dal Tribunale di Sciacca, a 12 anni e 6 mesi di reclusione. Diego Gioacchino Guarneri, imprenditore, investito dal ciclone “Alta mafia”, e’ stato arrestato e poi assolto. Guarneri e’ nipote di Diego Guarneri, ucciso il 14 ottobre del 2000, ecco la sua automobile a batteria crivellata di colpi d’arma da fuoco, e ritenuto rappresentante locale di Cosa nostra.

27 settembre, la Procura di Palermo ha avviato una inchiesta sulla morte di Grazia Lo Iacono, 73 anni, originaria di Ribera, morta all’ospedale Ingrassia. L’anziana e’ stata in coma dal 20 settembre scorso, dopo essersi sottoposta nello studio di un fisiatra ad una iniezione a base di cortisone come terapia per una lombo – sciatalgia. Il medico e’ stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Grazia Lo Iacono e’ stata colta da malore subito dopo la somministrazione del farmaco ed e’ stata ricoverata gia’ in gravissime condizioni all’ospedale Ingrassia dove e’ morta.

28 settembre, a Porto Empedocle, in via 4 novembre, due malviventi con il volto travisato hanno tentato di rapinare una donna di 77 anni all’interno della sua abitazione dove vive da sola. L’anziana ha morso la mano che il rapinatore ha infilato nella sua bocca per evitare che gridasse, e lo ha costretto alla fuga insieme al complice.

28 settembre, il Tribunale di Canicatti’ ha condannato a 2 mesi di reclusione, pena sospesa, una ostetrica in servizio all’Ospedale di Canicatti’, Laura Tagliarini, 41 anni, di Porto Empedocle, accusata di omicidio colposo perche’ avrebbe sottovalutato il tracciato del feto, e la donna, al nono mese di gravidanza, e’ rientrata a casa. La neonata poi e’ morta a seguito del parto in ospedale raggiunto di corsa dopo l’insorgenza delle doglie.

28 settembre, ad Agrigento, in via Giovanni 23esimo, ignoti hanno scassinato un ingresso secondario, sono entrati dentro il Poliambulatorio dell’ Azienda sanitaria, hanno forzato i distributori bar ed hanno rubato circa 300 euro in monete. Poi hanno rovistato in alcuni cassetti dei mobili, provocando danni per altri 200 euro.

28 settembre, raid vandalico allo zoo nella villa comunale a Ribera dove ignoti mascalzoni hanno ferito e ucciso 2 pavoni, una colomba e una mezza dozzina di galline. Gli animali sono stati scoperti morti dai custodi.

28 settembre, al Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari, Alberto Davico, ha emesso la sentenza nell’ ambito dell’ inchiesta dei carabinieri e della Procura di Agrigento cosiddetta “I soliti ignoti ‘’, che il 27 gennaio scorso ha provocato 12 arresti per truffe, droga, furti e rapine. Castrenze La Barbera e’ stato condannato a 3 anni di reclusione, Calogero Meli a 1 anno e 8  mesi, Francesco Renato a 3 anni e 2 mesi, Filippo Salamone a 5 anni, Eleonora Salamone 1 anno e 4 mesi, Giuseppe Infantino 1 anno e 8 mesi, e Gianluca Infantino 2 anni e 8 mesi. E’ stato assolto Calogero Vella. Il Giudice ha inoltre dichiarato l’ improcedibilita’ dell’azione penale, per difetto di querela, per l’ imputato Alessandro Tuzzolino, difeso dall’ avvocato Salvatore Cusumano.

29 settembre, fratricidio a Ribera, durante la notte, in una palazzina in via Tirrito. I carabinieri hanno arrestato Vincenzo Guddemi, 59 anni, di Ribera, perche’, al culmine di una lite, ha accoltellato e ha ucciso il fratello, Giuseppe Guddemi, 57 anni, anch’egli bracciante agricolo. Vincenzo Guddemi avrebbe afferrato un coltello da cucina e scagliandosi contro il fratello gli ha sferrato alcune coltellate mortali, l’ultima alla schiena, sul balcone di casa. L’uomo, gia’ da tempo, avrebbe manifestato segni di squilibrio psichico, ed e’ stato in cura in un centro di salute mentale. L’assassino e’ stato interrogato dal sostituto di turno della Procura di Sciacca, Giovanni Lucio Vaira, ed ha confessato l’ omicidio. La vittima, Giuseppe Guddemi, e’ conosciuto con il soprannome di “Gesu’ Nazareno”, ed e’ famoso nell’ agrigentino per le sue sculture con materiale riciclato, e perche’ si e’ sempre mosso con una Fiat Ritmo color oro, con a bordo statue di figure sacre. Ecco perche’ e’ stato soprannominato “Gesu’ Nazareno”.

30 settembre, ad Agrigento, la Polizia locale, agli ordini di Cosimo Antonica, ha denunciato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale un uomo di 33 anni che in via Atenea ha picchiato un Vigile urbano colpevole di averlo invitato a spostare la sua automobile perche’ in sosta vietata. Il Vigile, Lillo Sferlazza, impegnato a scrivere la contravvenzione anche per mancata esposizione del tagliando di assicurazione, e’ stato malmenato dal 33enne, che e’ fuggito sulla stessa auto e poi e’ stato rintracciato e denunciato. Sferlazza e’ stato soccorso in Ospedale, con 25 giorni di prognosi.

30 settembre, un uomo e’ stato denunciato ai carabinieri dalla madre di un bambino di 11 anni che lo accusa di aver abusato sessualmente di suo figlio a bordo del traghetto Palladio durante la traversata da Porto Empedocle a Lampedusa. Secondo il racconto dell’ 11enne, all’interno di una cabina, l’uomo lo avrebbe molestato e avrebbe tentato un rapporto. Il ragazzino, sotto choc, e’ fuggito dalla madre. Gli indumenti indossati  dal bambino, ed il tampone prelevato dai medici, sono all’esame dei carabinieri del Ris di Messina.

30 settembre, a Racalmuto ignoti hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco contro tre automobili in sosta in altrettante zone del paese. Secondo i primi accertamenti, le intimidazioni non sarebbero legate alla criminalita’ organizzata. Indagano i carabinieri, ed una informativa di reato e’ stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Agrigento.

30 settembre, al Tribunale di Agrigento, Gaetano Rizzo, 57 anni, e Giuseppe Frenna, 38 anni, entrambi di Favara, hanno patteggiato 4 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa. I due sono stati arrestati  dai carabinieri la notte tra il 18 e il 19 luglio scorso perche’ sorpresi a rubare gasolio dai mezzi parcheggiati nei pressi della stazione di servizio Erg, lungo la strada statale 640, a poche centinaia di metri da contrada  Petrusa, dove sono custoditi i mezzi della ditta Gr costruzioni, impegnata nei lavori di raddoppio della statale Agrigento – Caltanissetta.

30 settembre, a Licata la polizia ha identificato e denunciato 7 ragazzi di Palma di Montechiaro, e tra di loro anche dei minorenni, presunti responsabili di una spedizione punitiva innanzi ad una scuola superiore di Licata, giovedi’ 29 settembre, a danno di un ragazzo di 16 anni che e’ stato aggredito e picchiato perche’ colpevole di avere disturbato due compagne di classe, di Palma di Montechiaro.

1 ottobre, la Procura di Palermo indaga a seguito della morte di un uomo di 36 anni, originario di Casteltermini, Robert De Marco, che ha avvertito un dolore tra la spalla e il collo durante il trasporto di un mobile. Nell’ospedale di Mussomeli gli e’ stato somministrato un antidolorifico. Poi, De Marco e’ stato trasferito all’ ospedale Civico di Palermo, dove e’ giunto in gravi condizioni. Robert De Marco e’ deceduto nel reparto di rianimazione. I familiari hanno presentato un esposto, e la Procura ha ordinato il sequestro della sua cartella clinica. Forse, la morte e’ stata provocata da una embolia. De Marco e’ stato affetto dalla sindrome di Crohn.

1 ottobre, i carabinieri della compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, hanno arrestato Vincenzo Rizzo, 29 anni, di Cammarata, accusato di maltrattamenti in famiglia allorche’ avrebbe aggredito a calci e pugni la moglie di 26 anni, in presenza del figlio di 3 anni. La donna e’ stata accompagnata al Pronto soccorso di Cammarata, dove i sanitari le hanno riscontrato un trauma contusivo guaribile in 2 giorni. La vittima ha consegnato ai carabinieri altri due precedenti e recenti referti medici, frutto di altre aggressioni da parte del marito.

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