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Mario Monti e la scoperta dell’acqua calda

Scritto da il 9 gen 2012/ 01:57. Letto 687 volte. Registrato sotto Cronache, Economia, In evidenza, Italia, Politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

E si. Sembra proprio di ritrovarci dentro una favolosa avventura di Topolino, ma magari fosse così. La realtà è molto più triste.

Tante le speranze, all’indomani della nomina ma ad aggi s’è visto solo un aumento del carburante.

La platealità dell’incursione degli ispettori dell’AE (Agenzia delle Entrate), ha fatto notizia ovunque, ed ha destato meraviglia e stupore. Certo, fa effetto vedere la GdF (Guardia di Finanza) girare in posti esclusivi per controllare ma, se si riflette bene, con soli 35 (+/-) “casi sospetti”, su oltre 1.000 pubblici esercenti, quello che dovrebbe balzare alla cronaca non è il controllo della GdF, ma la particolare “onestà” degli esercenti di Cortina. Infatti, si stima (fonte Ministero dell’Economia) che l’evasione raggiunge circa il 25%, mentre Cortina ha evidenziato una percentuale di circa 3 punti e mezzo, dunque ben al di sotto della media nazionale.

Ma questo è nulla, o quasi.

Adesso, si parla di liberalizzazioni e di sviluppo. Si dice anche basta alle corporazioni. Ma a ben vedere, le corporazioni richiamate sono alquanto poche, e le liberalizzazioni, non si capisce a cosa possano riferirsi. Ovviamente, si svia il problema.

Corporazioni e liberalizzazioni, un mix interessante, erano rivolte agli Ordini professionali. Ma se si osserva, gli Ordini, non sono corporazioni, almeno nell’accezione alla quale ci si vuol far riferire. Vogliono (o forse hanno? Ancora non si capisce bene) eliminare il tariffario, il quale chiunque sa non è applicato, poiché si deroga sempre utilizzando la clausola del “prezzo concordato”. Il tariffario si utilizza per gli incarichi pubblichi, per le consulenze di un certo tipo (grandi manager e professionisti) e mai per il cittadino.

Ci si riferisce al professionista quasi come ad una sanguisuga, ma se riflettiamo, costa molto meno di un artigiano. In verità sono altri i problemi, che poi vedremo.

Ma non è questa l’acqua calda di Monti, bensì la scoperta che l’evasione deve essere combattuta. E in che modo?

A dire il vero, i modi ci sono, e ci sono da parecchio tempo. Stampa, televisioni e libri ne parlano da sempre. Per chi ha avuto modo di studiare economia e materie tributarie, sa che ci sono regole precise. Ma tali regole, anche se non son conosciute tramite lo studio, si capiscono benissimo con una minima intelligenza.

Un imprenditore, ha l’impresa in crisi (reddito negativo). Lui è stipendiato dall’impresa, così come i suoi dipendenti. Non è eresia, basta che egli sia proprietario del capitale di una società (S.r.l.). e ce ne son tanti.

In situazione di crisi, ovvero se non riceve utile dalla società (in ogni caso le situazioni di crisi posso essere di diverso tipo, non necessariamente legate alla produzione di un utile), egli ha lo stesso reddito del suo dipendente. Ora ci si domanda: se è così, come è possibile che egli (l’imprenditore-dipendente) possa avere un tenore di vita di 10 dipendenti? Com’è possibile che investa in immobili (case, appartamenti, palazzine), mobili registrati (auto, barche..) e titoli vari (azioni, BOT, etc.)? come si diceva, non serve aver studiato, basta seguire la stampa e qualche libro. In particolare un delizioso libretto edito da Mondadori nel 2006, ad opera di Riccardo Illy (con Paolo Fragiacomo), La rana Cinese, evidenziava questa strana congiuntura delle imprese italiane. Le imprese impoveriscono, licenziano, ma i proprietari si arricchiscono. Un evidente controsenso.

Ora, caro Monti, al quale ci si rivolge quasi come un padre putativo, diciamo le cose per come stanno. Il problema dell’Italia, è il lavoro nero, è vero, ma c’è di peggio. Concordo con quanti lo hanno detto: è il secondo lavoro legalizzato che sconvolge il sistema ed altera la concorrenza. Che vorrà dire? Semplice.

È il caso di moltissimi dipendenti della pubblica amministrazione, i quali utilizzano il posto “sicuro” quale base per esercitare la propria professione, direttamente od indirettamente, spesso traendone beneficio, anche solo onorifico. Professori d’Università, medici, insegnanti (e l’elenco potrebbe ben continuare). L’esercizio della professione extra-statale, altera la concorrenza in quanto il richiamo del ruolo ricoperto falsa la conoscenza ed il “peso” tra i colleghi.

Per le professioni ritenute “corporazioni”, non si crede ve ne siano; in un dibattito nato in seno agli ordini, è emerso che il solo lato “protezionistico” è riscontrabile tra i farmacisti titolari di farmacia (a numero chiuso) ed i notai (a numero chiuso).

Ora, caro Monti, l’acqua calda esiste da tempo, non necessita inventarla o scoprirla (tutti i beni immobili sono registrati, i mobili registrati son registrati, i titoli sono tracciabili). Basta semplicemente mettere mano a quel che si ha, che è già di per se bastevole. Senza sensazionalismi. E abbassare drasticamente il prezzo dei carburanti.

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