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Spallitta, PRUSST a Borgovecchio ed in piazza Vittorio Veneto: Mancano le ragioni di interesse pubblico.

Scritto da il 13 Dic 2011/ 11:37. Letto 356 volte. Registrato sotto Cronache, Politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Il consigliere comunale Nadia Spallitta – capogruppo di Un’Altra Storia e presidente della commissione Urbanistica – ha dichiarato a proposito dei due differenti PRUSST a Borgovecchio ed in piazza Vittorio Veneto:

<< Esprimo preoccupazione per l’accelerazione che improvvisamente si vuole dare, portando in aula e approvando delicate delibere di urbanistica. Domani il Consiglio affronterà due PRUSST, uno a Borgovecchio e l’altro piazza Vittorio Veneto. Il primo ha per oggetto la realizzazione di 56 appartamenti e 23 locali commerciali. Le anomalie dell’atto, privo degli emendamenti che il centrosinistra aveva prospettato, sono molteplici. In primo luogo non è ben chiaro perché si parli di Prusst e si sia applicata all’atto la procedura privilegiata ed in possibile variante dei Prusst. Infatti l’intervento ha per oggetto la realizzazione di appartamenti. Orbene gli uffici, con un quasi contestuale parere, hanno escluso altre proposte di Prusst (ad esempio quelle presentate dalla Keller) ritenendo appunto incompatibile con la politica del Prusst la realizzazione di appartamenti. In secondo luogo, la ditta proponente non è la proprietaria né ha la disponibilità dell’area, tant’è che si prevede l’espropriazione di immobili di proprietà altrui (l’intervento riguarda una superficie di circa 14 mila metri quadrati). Ancora una volta esiste una evidente disparità di trattamento, perché anche in tempi recenti, l’amministrazione si è espressa in senso contrario, escludendo alcune proposte di Prusst per mancanza della proprietà o disponibilità dell’area (uno dei requisiti prescritti dalla normativa vigente in materia di Prusst, è proprio dimostrare la piena disponibilità dell’area di intervento anche attraverso il consenso degli eventuali proprietari, ma nella fattispecie i proprietari addirittura si sono opposti). Infine, appare singolare che si esproprino “per ragioni di pubblica utilità” ben 23 immobili sui quali la ditta proponente non andrà a realizzare nessuna pubblica utilità, bensì 23 locali commerciali che potrà vendere o affittare a prezzi di mercato e quindi con lucro privato. E’ incomprensibile quale sia in questo caso l’interesse pubblico che possa giustificare l’espropriazione. Infine, la proposta votata in commissione Urbanistica da tre consiglieri del centrodestra, viola lo stesso parere dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica, che sottolineava come il numero degli alloggi era spropositato rispetto al numero dei parcheggi previsti. Al riguardo, non è neanche ben chiaro se siano rispettati gli standard urbanistici rispetto al verde e in generale alle urbanizzazioni primarie e secondarie – trattandosi di un intervento parcellizzato in un’area per la quale era previsto il comparto edificatorio con i connessi servizi pubblici – , e se sia tecnicamente realizzabile la piccola struttura destinata ad asilo posta ai margini dell’intervento. Sono indispensabili emendamenti rivolti a ricondurre ad equità l’atto, assicurando la salvaguardia dei residenti con percorsi preferenziali, calmierando i prezzi e quindi realizzando anche alloggi sociali e servizi di cui il quartiere è sprovvisto ( attrezzature sportive e un parco). Si tratta di un provvedimento che, solo emendato, può rappresentare una contestuale riqualificazione della zona (oggi fortemente degradata) , con perseguimento dell’interesse pubblico. In mancanza, l’atto appare sprovvisto di ogni presupposto, di fatto e di diritto, che ne possa consentire la legittima approvazione da parte del Consiglio, soprattutto in relazione al sacrificio che ogni procedura espropriativa comporta, cui deve corrispondere obbligatoriamente il raggiungimento dell’interesse pubblico. >>

<<Approda in Consiglio Comunale, per la seconda volta, il PRUSST avente ad oggetto la realizzazione di un albergo in piazza Vittorio Veneto. Si tratta di un intervento del quale già la stampa si era occupata, ed infatti si legge in un articolo di Repubblica del 2 gennaio 2008 che “Lo Piccolo, ad esempio, aveva affidato il compito di seguire l’iter di realizzazione di un albergo il cui progetto è incluso in uno degli ultimi PRUSST approvati”. Sembrerebbe che in un “pizzino” sarebbe annotata la seguente frase : “il signor Alagna per albergo vicino la statua della Libertà” (Repubblica 2 gennaio 2008 pag. 5 sez. Palermo – A.Z.). La vicenda è singolare anche per altri profili. Intanto perché il Consiglio Comunale nel 2008 aveva bocciato il provvedimento per le seguenti criticità: l’albergo avrebbe determinato un disallineamento rispetto agli altri edifici insistenti sulla stessa sede stradale di via Piedilegno, con ridimensionamento dell’asse viario pubblico; il marciapiede dell’albergo non rispettava le norme del codice della strada, non consentendo il transito dei portatori di handicap. Nonostante tale rigetto, il proponente ha disatteso la richiesta del Consiglio, ripresentando identica proposta, che inverosimilmente gli uffici hanno ritrasmesso al Consiglio. Alle predette criticità si sommi la circostanza che il proponente non ha la proprietà dell’intera area di impianto, in particolare la riqualificazione di spazi a verde pubblico, elemento essenziale per la completezza del PRUSST – che è in variante urbanistica – ricade in parte su immobili di proprietà aliena, con violazione del requisito prescritto per presentare i PRUSST della titolarità sull’intera area. Per cui le opere di interesse pubblico, per la parte oggetto di espropriazioni future, potrebbero non vedere mai la luce. Infine, mi lascia perplessa anche la circostanza che un’area V3 con destinazione a verde pubblico, sia stata acquistata dal proponente per essere, quindi, ceduta a scomputo degli oneri, con salvezza tuttavia del sottosuolo che viene mantenuto dal proponente per realizzarvi un parcheggio privato. In altri termini, non si rinvengono – a mio avviso – le ragioni di interesse pubblico che possano giustificare la deroga a norma del codice della strada e la riduzione di un asse viario, con un disallineamento oggettivamente tra l’altro antiestetico, anche alla luce del fatto che l’intervento , per la parte di opere pubbliche, presupponga l’espropriazione. A questo si aggiunga che, sembrerebbe che al proponente sia subentrato un altro titolare, e tuttavia del nuovo titolare non si abbia – allo stato – la documentazione idonea ad attestare la sussistenza dei requisiti di legge.>>

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