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Sulla biomassa si gioca il futuro di Ribera: città a vocazione agricola e turistica o industriale?

Scritto da il 3 Nov 2010/ 10:20. Letto 713 volte. Registrato sotto Cronache, In evidenza, Politica, Ribera. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Sarà realizzata a Ribera una centrale elettrica a biomassa, che funziona come un grosso motore diesel alimentato da oli vegetali. Sulla gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 30 aprile scorso è stato infatti pubblicato il decreto dirigenziale che autorizza la società Carmelo Palermo Olii alla costruzione dell’impianto in contrada Castellana, a pochi chilometri dal centro urbano e dalla località balneari di Ribera. La notizia ha suscitato le più vivaci reazioni da parte delle forze politiche riberesi, contrarie alla realizzazione della centrale, ma anche tra i comuni cittadini che vogliono vederci chiaro. Va all’associazione “SOS Democrazia” di Ribera il merito di avere contribuito al pubblico dibattito sulla centrale, soprattutto in occasione dell’ultimo consiglio comunale aperto alla cittadinanza di venerdì 29 ottobre 2010 che è servito a fare chiarezza sulle conseguenze della realizzazione dell’impianto. Per impedire la costruzione della centrale, già autorizzata, l’unica strada percorribile è di chiedere la revoca del provvedimento di autorizzazione da parte del competente Assessorato regionale, per motivi di interesse pubblico.
La notizia della possibile costruzione a Ribera dell’impianto a biomassa è diventata di dominio pubblico venerdì 3 settembre 2010, quando una ventina di agricoltori hanno incontrato nel palazzo municipale il Sindaco Carmelo Pace per chiedergli spiegazioni in merito ad una lettera che avevano ricevuto dalla ditta Carmelo Olii. La lettera contiene la richiesta di passaggio sui loro terreni dell’elettrodotto, che servirà a trasportare l’energia elettrica dalla costruenda centrale elettrica a biomassa liquida alla cabina principale di Ribera, ubicata presso il quadrivio che porta alla località di Borgo Bonsignore sulla s. s. 115. Agli agricoltori che gli chiedono di trovare una soluzione politica, il Sindaco Pace, sulle prime, non sa cosa rispondere, perché ancora non sa di cosa si tratta. L’indomani, Pace dichiara alla stampa che la nascita della centrale a biomassa arrecherebbe un danno d’immagine al paese di Ribera che tenta di costruirsi un futuro ad economia turistica, con la beffa che al Comune non entrerebbe nulla in termini di royalties.
Per la verità, le centrali elettriche a biomassa rientrano tra le tipologie di impianti che alcune direttive comunitarie suggeriscono di adottare per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. L’impianto che è stato autorizzato a Ribera è a “biomassa liquida”, termine con il quale si intendono tutti i tipi di oli vegetali ottenibili in agricoltura. I cittadini riberesi si chiedono, tuttavia, quali effetti sull’ambiente potrebbe generare il funzionamento di un impianto che lavora diversi mesi l’anno, utilizzando, come carburante, elevati quantitativi di oli vegetali. Tanto più che, allo stato attuale, le produzioni locali non soddisfano tale domanda di materia prima.
L’impianto da realizzare ha un evidente impatto ambientale. Il tenore dell’iniziativa imprenditoriale è di tipo industriale in quanto abbisogna di materia prima che proviene da tutte le parti del mondo: si parla di olio di palme o di arachidi”– ha affermato l’assessore del comune di Ribera Baldassare Tramuta del Pdl, con deleghe alle politiche ambientali ed energetiche. Se il funzionamento della centrale presuppone il collegamento con centri di produzione esterni rispetto al territorio nel quale verrà costruito l’impianto, allora i legami con l’economia e l’agricoltura locali sono minimi. “Chiederemo ai tecnici di valutare – ha aggiunto Tramuta – se tutte le autorizzazioni concesse sono confacenti alle normative vigenti per cercare di ostacolare la costruzione di questa tipologia di impianto a biomassa, che non rientra nei piani dell’attuale Amministrazione, decisa a puntare su altre fonti energetiche alternative, come l’eolico o il fotovoltaico”.
Palpabile è il disappunto dell’attuale Giunta comunale per non essere stata informata prima sull’autorizzazione di questo nuovo impianto. La nuova Giunta però, essendosi insediata a giugno di quest’anno, non avrebbe potuto apportare correttivi ad un iter procedurale che aveva già fatto il suo corso nel 2009, durante il periodo dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Antonino Scaturro e, successivamente, nei mesi in cui il Comune di Ribera era retto dal commissario regionale pro tempore Girolamo Ganci. In base a quanto dichiarato, nessuno dei politici della precedente come dell’attuale amministrazione comunale sapeva nulla dell’impianto fino ad ora, ad eccezione dell’ex Sindaco Antonino Scaturro che aveva dato mandato all’ex dirigente del IV settore Urbanistica del Comune, ing. Paolo Tortorici, di approntare delle direttive da sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale. “Volevo che venisse coinvolto il consiglio comunale – ha dichiarato Scaturro – perché per una materia così importante non deve essere il singolo a decidere o i pochi della Giunta, ma tutto il consiglio comunale”.
Dalla bozza di deliberazione resa pubblica da Scaturro in questi giorni balza agli occhi un passaggio cruciale per comprendere la sua posizione: “l’uso della trasformazione di biomasse per la produzione di energia elettrica alternativa è consentita esclusivamente per uso agricolo e strettamente privato, rimanendo esclusa ogni altra ipotesi di trasformazione per uso industriale o messa in rete”. A questa proposta, che reca in calce la data del 23 ottobre 2009, non è seguita alcuna mossa conseguente da parte dell’ex sindaco di Ribera per rendere edotti i cittadini di quanto stava accadendo. Scaturro afferma che le riunioni interpartitiche da lui convocate sono andate deserte. Possibile? In quel frangente, i consiglieri comunali di opposizione del Pdl e dell’Udc erano intenti a preparare la mozione di sfiducia al Sindaco che poi venne approvata nella seduta consiliare del 17 novembre 2009. È plausibile ritenere che, in un clima politico carico di tensione e di risentimenti, la mancanza di fiducia diffusa tra i consiglieri ed il loro Sindaco abbia giocato a sfavore della comunicazione.
Ricordiamo che l’iter di autorizzazione dell’impianto in questione ha coinvolto 21 enti pubblici, tra cui il Comune di Ribera, gli assessorati regionali all’Industria, Territorio e Ambiente, Agricoltura e Foreste, nonché l’ufficio del Genio civile di Agrigento, l’ASP e la Provincia regionale di Agrigento, che ha rilasciato il 17 dicembre 2009 un parere favorevole con condizioni. L’attuale Presidente del Consiglio comunale di Ribera, Giuseppe Tortorici, ex consigliere comunale dell’Udc durante la passata amministrazione, era venuto a conoscenza dell’impianto, in quanto aveva rilasciato un parere igienico sanitario favorevole, nel suo ruolo di dirigente medico dell’ufficio di igiene pubblica dell’Asp di Agrigento.
A rimetterci per la mancata comunicazione potrebbero essere stati i cittadini i quali, non essendo stati informati, non hanno potuto fare valere le loro ragioni e presentare, attraverso i consiglieri comunali, i comitati o le associazioni preposte alla salvaguardia dell’ambiente, memorie scritte e documenti da far valere nell’ambito della conferenza dei servizi convocata dal responsabile del procedimento dell’ex assessorato regionale all’Industria.
Fonte: Agrigentoweb.it

Leggi la mozione proposta dal Consigliere comunale Giovanni Di Caro.
Nella seduta del Consiglio comunale di mercoledì 27 ottobre, dopo ampia discussione, è stata approvata la mozione presentata dal consigliere comunale Giovanni Di Caro in cui si chiedeva al civico consesso di esprimere la propria contrarietà alla costruzione della centrale a biomassa liquida in contrada Castellana a Ribera. La mozione è stata approvata con 15 voti favorevoli, 3 contrari da parte dei consiglieri del Mpa Giovanni Ragusa, Antonino Oliveri e Alessandro Dinghile, con 2 consiglieri assenti (Giuseppe Brisciana e Alfonso Catanzaro).
Leggi la mozione proposta dal Consigliere comunale Giovanni Di Caro.

Leggi l’iter di autorizzazione dell’impianto

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