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Il Marocco apre le porte alla Sicilia

Scritto da il 22 nov 2011/ 20:06. Letto 1.759 volte. Registrato sotto Convegni, Cronache, Cultura, Economia, Galleria Foto, In evidenza, Investimenti. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Turismo e commercio costituiscono i settori di maggiore interesse per gli operatori economici siciliani orientati a investire nel Regno, incoraggiati da un’economia locale in crescita e dall’affermazione di una classe borghese che apprezza il “made in Italy”.
La Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti annuncia l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nel Paese nordafricano

“Il Marocco e la Sicilia, le nuove frontiere dei mercati nell’area euro mediterranea”:
questo il tema della tavola rotonda svoltasi presso la Sala Rossa di Palazzo dei Normanni alla presenza di personalità politiche, istituzionali e sindacali.
L’evento, organizzato dall’associazione culturale “Suggestioni Mediterranee” presieduta da Maria Stella Pucci con il patrocinio dell’ARS, del consolato generale del Regno del Marocco e della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti (CIDEC), ha esaminato le opportunità di scambi economici tra il Paese nordafricano e la Sicilia, con particolare riferimento al commercio e al turismo.
“L’Italia rappresenta un Paese centrale, capace di cooperare e con un ruolo molto importante da valorizzare” ha dichiarato il console generale del Regno del Marocco Haddou Essadi, che ha sottolineato il tema della qualità presente nella produzione nostrana.
“Essere italiani è motivo d’orgoglio”, ha aggiunto rivolgendosi ai presenti, rammaricandosi però dell’assenza attuale dell’Italia nel sistema di apertura e collaborazione con l’estero che il Marocco ha recentemente creato e del quale hanno approfittato, finora, tanti altri Paesi.
Ancora a proposito del ruolo nevralgico dell’Italia negli equilibri internazionali, il console ha ribadito la vocazione nostrana a rinforzare l’area euromediterranea: “Avete tanta esperienza, siete privilegiati e noi abbiamo tanto terreno : – ha detto appellandosi agli astanti – sfruttiamolo insieme”, riferendosi, in particolare, alle regioni sahariane quali “mercati completamente vergini pronti per esser utilizzati”.
Esponenti della politica, delle istituzioni e delle associazioni di categoria sono intervenuti alla tavola rotonda mostrando grande interesse e disponibilità a promuovere investimenti economici e strutturali in Marocco.
“il Marocco è un Paese da visitare” ha affermato il presidente dell’Intergruppo parlamentare per i rapporti Sicilia–Marocco nonché presidente della commissione Attività produttive dell’ARS Salvino Caputo, che ha sottolineato anche “la grande sicurezza per le strade del Marocco, una garanzia per il turista e l’imprenditore” .
“Abbiamo costituito un gruppo inter–parlamentare – ha spiegato il parlamentare regionale – composto da dodici membri che cura e coordina i rapporti tra i due Paesi”.
Rapporti che, come ha sottolineato Antonino Randisi, tra i responsabili dell’ufficio stampa del COPPEM (Comitato Permanente per il Partenariato dei Poteri Locali e Regionali), possono tradursi anche in fruttuosi gemellaggi tra le città del Marocco e le municipalità dell’area euromediterranea.
Attività che il COPPEM promuove con successo ormai da anni.
Secondo la CIDEC, le relazioni Sicilia-Marocco dovranno essere potenziate nell’immediato futuro anche attraverso l’attivazione di iniziative economiche che, grazie al marchio “made in Italy” e all’affinità nei gusti e nei costumi tra i due Paesi, porterebbero un immediato ritorno economico bilaterale.
Il presidente provinciale della CIDEC Salvatore Bivona ha puntato l’attenzione sul comparto agroalimentare, in crescita grazie alla privatizzazione di 40.000 ettari di terreno, allo sviluppo del settore olivicolo che offre grande potenzialità e alla grande estensione delle zone destinate all’allevamento.
Gli interventi di Paolo Esposito, presidente nazionale della CIDEC e Nicola Galizzi, delegato di Sprint Sicilia, lo sportello regionale per l’internazionalizzazione, hanno evidenziato il ruolo primario che il Marocco riveste nel settore turistico, con una presenza che si colloca nella classifica delle prime venti mete balneari nel mondo; un potenziale che deve essere rafforzato stabilendo un filo conduttore con i tour operator locali.
“Il business nel turismo si è reso possibile grazie ad un profondo processo di riforme culturali e commerciali che hanno cambiato il volto del paese” ha ulteriormente sottolineato Salvatore Bivona.
Il presidente del Distretto produttivo della Pesca Giovanni Tumbiolo ha invece parlato dello sviluppo del settore con le novità introdotte nella conservazione del pescato, prima fra tutte “la refrigerazione passiva”, tecnologia destinata a cambiare le regole del mercato, adottata per il prolungamento della shelf-life dei prodotti alimentari e volta al contenimento dei costi, al risparmio energetico superiore al 50%, al miglioramento delle caratteristiche nutrizionali e di sicurezza degli alimenti.
Si è parlato inoltre di nuove forme di credito per le imprese siciliane che vogliano investire in Marocco. Antonio Carullo, commissario straordinario dell’IRCAC, ha affermato che “ le cooperative disposte a lavorare in Marocco possono ottenere finanziamenti per partecipare a manifestazioni, progetti, campagne pubblicitarie e nuovi investimenti produttivi con tassi di interesse dello 0,9%”.
I relatori hanno concordato in merito alla necessità dell’apertura, da parte delle imprese siciliane, a nuovi mercati e innovative tecniche di produzione: è questa l’unica ricetta con la quale si può uscire dalla crisi che l’economia sta attraversando.
A tal proposito, il direttore amministrativo di 3SUNS Tiberio Mantia, ha presentato “una nuova tecnica per il riutilizzo degli scarti” e ancora, “l’installazione di pannelli fotovoltaici per lo sfruttamento energetico”, esempio di cooperazione già avviata con l’India.
Ha concluso gli interventi Francesca Aiello, presidente dell’Osservatorio della Dieta Mediterranea istituito all’interno della CIDEC: “Nel settore della cooperazione le due realtà politiche – ha spiegato – rappresentate dal Regno del Marocco e dalla Sicilia, dovranno lavorare a sistema con progetti integrati in grado di attuare politiche economiche capaci di frenare anche l’emigrazione dei giovani e incrementare il dinamismo imprenditoriale con impegno, adeguatezza e serietà”.
Gaia Lupoli

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