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Cronaca della settimana in pillole IV – di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 8 Nov 2011/ 17:26. Letto 1.002 volte. Registrato sotto Agrigento, Cammarata, Canicattì, Casteltermini, Cronache, Favara, In evidenza, Lampedusa, Licata, Palermo, Racalmuto, Ribera. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

29 ottobre, ad Agrigento, in via Manzoni, un bandito e’ entrato dentro una farmacia travisato con una calzamaglia e armato di pistola. Titolare, dipendenti e clienti sono stati costretti a inginocchiarsi a terra. Il malvivente ha ottenuto l’incasso giornaliero ed e’ fuggito, forse con un complice a bordo di un ciclomotore. Poco piu’ tardi, in via Petrarca, due banditi, forse gli stessi, hanno tentato l’ irruzione in una tabaccheria ma hanno desistito forse perche’ intimoriti dalle grida del proprietario. Ed ancora, a San Leone, in via Caratozzolo, un incendio, di origine incerta, ha danneggiato tre automobili parcheggiate all’interno di una proprieta’ privata : una Mercedes e una Fiat Stilo di un commerciante, e un’ Audi.

29 ottobre, la Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Rosario Luzio, ha giudicato per la seconda volta 21 presunti mafiosi nell’ occhio del ciclone del blitz ‘’ Scacco matto ‘’, la raffica di arresti dei carabinieri che imperverso’ tra Ribera, Sciacca e paesi della zona il 4 luglio del 2008. Si tratta dei 21 inquisiti che sono giudicati con il rito abbreviato. Il 18 febbraio del 2010, 9 imputati sono stati assolti dal Tribunale di Palermo, e altri 12 sono stati condannati. In Appello, il Procuratore generale, a conclusione della requisitoria, il 27 aprile scorso, ha invocato 20 condanne e una sola assoluzione. Ecco la sentenza della Corte :
Gino Guzzo, di Montevago, 18 anni.
Salvatore Imbornone, di Lucca Sicula, 10 anni e 8 mesi.
Accursio Dimino, di Sciacca, 9 anni e 4 mesi.
Paolo Capizzi, 71 anni, di Ribera, 10 anni.
Paolo Capizzi 42 anni, di Ribera, 6 anni.
Giuseppe Capizzi, 45 anni, di Ribera, 6 anni.
Giuseppe Capizzi, 42 anni, di Ribera, 8 anni e 8 mesi.
Francesco Capizzi, di Ribera, 12 anni.
Michele Barreca, di Menfi, 6 mesi.
Calogero Rizzuto, di Sambuca di Sicilia, adesso pentito, 4 anni e 8 mesi.
Antonino Gulotta, di Montevago, 10 anni.
Antonio Pumilia, di Montevago, 10 anni.
Raffaele Sala, di Burgio, 9 anni e 8 mesi.
Girolamo Sala, di Burgio, 8 anni e 8 mesi.
Giuseppe Orlando, di Ribera, assolto.
Pietro Antonio Derelitto, di Burgio, assolto.
Giacomo Corso, di Menfi, assolto.
Giuseppe Barreca, di Menfi, assolto.
Leonardo Tavormina, di Menfi, assolto.
Antonino Montalbano, di Ribera, assolto.
Per Michele Giambrone, di Villafranca Sicula, e’ stata dichiarata la nullita’ della sentenza di primo grado.

29 ottobre, a Favara, in Corso Vittorio Veneto, un bandito, travisato al volto e armato di pistola, ha rapinato il supermercato Pam. Il bottino ammonta a circa 800 euro. Indagini in corso.

29 ottobre, i carabinieri della Tenenza di Ribera, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’ufficio del magistrato di sorveglianza di Agrigento, hanno arrestato Stefano Conticello, 42 anni, di Ribera, perche’ avrebbe violato le misure preventive legate ai domiciliari che Conticello sconta a seguito di una condanna di poco piu’ di 7 mesi per detenzione illecita di armi e sostanze stupefacenti.

29 ottobre, il Tribunale di Agrigento ha condannato Francesco Frattacci, 60 anni, di Porto Empedocle, ad 8 mesi di reclusione per tentata violenza privata ai danni di una donna di 35 anni. Frattacci avrebbe intrattenuto con lei una relazione sentimentale che poi si e’ interrotta, allorche’ lui, non rassegnandosi, avrebbe perseguitato la 35enne con telefonate moleste.

29 ottobre, a Licata, in contrada Bugiades, i carabinieri della locale compagnia, agli ordini del capitano Massimo Amato, hanno arrestato in flagranza di reato Orazio Giuseppe Sortino, 23 anni, e Salvatore Micciche’, 45 anni, sorpresi all’interno dei capannoni dell’ex stabilimento tessile “Halos” intenti a scardinare dalle pareti alcune lastre di rivestimento in ferro. I carabinieri hanno accertato che 12 pannelli da 35 chili ciascuno sono stati gia’ rimossi, pronti per essere caricati su una Moto Ape.

29 ottobre, i carabinieri della Compagnia di Canicatti’ e della stazione di Aragona hanno arrestato un extracomunitario, Ali’ Bdida, 28 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 22 stecche contenenti hashish.

30 ottobre, ad Agrigento, durante la notte a cavallo tra sabato e domenica, si sono scatenate due risse in via Pirandello, tra gruppi di nordafricani ubriachi. Polizia e carabinieri sono intervenuti tempestivamente. I rissanti sono fuggiti.

31 ottobre, la Cassazione ha confermato l’ordinanza cautelare emessa dal tribunale di Agrigento che lo scorso 14 marzo ha ordinato il sequestro cautelare del centro fisioterapico Heracles di Agrigento, dove la riabilitazione sarebbe stata esercitata da due addetti privi di laurea breve ed abilitati solo ai massaggi. La titolare del centro ha invocato il dissequestro, ma la Cassazione ha ritenuto che cio’ consentirebbe la continuazione di una attivita’ paramedica o medica abusiva, con conseguenze negative non solo per le categorie professionali interessate, ma anche per la salute dei clienti del centro.

31 ottobre, ancora sviluppi nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta Kamarat, che gia’ il 18 maggio scorso ha provocato 4 arresti tra Cammarata e Casteltermini. I carabinieri della Compagnia di Cammarata, agli ordini di Vincenzo Bulla, e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno arrestato Vincenzo Di Piazza, 71 anni, di Casteltermini, presunto capo della famiglia mafiosa di Casteltermini, bersaglio, tra l’ altro, delle dichiarazioni del neo pentito Maurizio Carrubba, gia’ affiliato alla famiglia mafiosa di Campofranco. Di Piazza e’ stato gia’ arrestato nel 1995, e poi condannato, perche’ avrebbe favorito la latitanza dell’allora capo della provincia mafiosa di Agrigento, Salvatore Fragapane, che si sarebbe nascosto nella tenuta di Di Piazza.

31 ottobre, i poliziotti della Polizia locale di Agrigento, agli ordini di Cosimo Antonica, a seguito di una mirata indagine di polizia amministrativa annonaria, condotta tra il 2010 e il 2011 e coordinata dal commissario Alfonso Pendolino, ha riscontrato numerose violazioni alle norme sul commercio e per il corretto svolgimento della libera concorrenza. La violazione piu’ ricorrente e’ l’ ampliamento illecito del locale, rispetto alla misura dichiarata all’ atto di inizio dell’attivita’, con conseguente evasione, tra l’altro, della percentuale di tributi locali legata alla superficie di vendita. In particolare i controlli sono stati effettuati nelle vie Dante, Manzoni, Imera, viale Sciascia, viale Cannatello. Gli esercizi commerciali sono gestiti da cinesi, ucraini ed italiani. Sono state elevate sanzioni per 3.098 euro pro capite per un valore complessivo dell’operazione di oltre 27mila euro.

1 novembre, ad Agrigento la notte di Halloween e’ stata la notte dell’ incendio dei cassonetti della nettezza urbana. Ignoti vandali hanno appiccato le fiamme a numerosi contenitori dei rifiuti tra Villaggio Mose’, Villaggio Peruzzo e San Leone. E’ stata dunque una notte di inteso lavoro per i Vigili del fuoco. Un’informativa di reato e’ stata trasmessa dal personale della sezione Volanti della Questura di Agrigento alla Procura della Repubblica. All’ Ato Gesa Agrigento 2 si contabilizzano i danni.

1 novembre, ha subito l’ amputazione del braccio Calogero Sanfilippo, 21 anni, di Licata, vittima di un incidente sul lavoro a Licata, in contrada Safarello, dove, intento a pulire una macina di un frantoio, e’ stato ferito al braccio risucchiato dall’ apparecchiatura appena in funzione. Sanfilippo e’ stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ Ospedale di Licata, e poi e’ stato trasferito in elisoccorso al Civico di Palermo.

2 novembre, i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi, lungo la statale 189 Agrigento – Palermo, ad un posto di blocco, hanno arrestato Rosario Terrasi, 23 anni, imbianchino, ed Emanuele Formica, 18 anni, muratore, entrambi di Agrigento, sorpresi a bordo di un’automobile, inseguita peraltro dopo un tentativo di fuga, in possesso di 3 panetti di hashish del peso complessivo di 300 grammi contenuti in un involucro lanciato dal finestrino dell’ auto in corsa.

2 novembre, tra Racalmuto e Castrofilippo ignoti hanno rubato circa mille metri di cavi in rame dalla linea telefonica. I tecnici di Telecom Italia sono tempestivamente intervenuti sul posto, per ripristinare il cavo asportato e riattivare nel piu’ breve tempo possibile le linee telefoniche danneggiate. Nella sola provincia di Agrigento, dall’inizio dell’anno a oggi, si sono verificati oltre 60 casi di furto e sono stati rubati circa 40 chilometri di cavi di rame.

3 novembre, al Tribunale di Agrigento, Calogero Quaranta, 74 anni, di Favara, ha patteggiato la condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione per detenzione illegale di armi e munizioni. Lo scorso 10 giugno, Quaranta e’ stato arrestato dai carabinieri perche’ sorpreso a casa sua in possesso di un fucile calibro 12 a canne mozze rubato e una pistola calibro 10, oltre ad alcune munizioni.

3 novembre, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato Giuseppe Gioacchino Mantegna, 31 anni, di Ravanusa, a 5 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione a danno di un medico di Ravanusa. Il professionista sarebbe stato bersaglio di Mantegna che lo avrebbe minacciato di morte nel tentativo di ottenere da lui 25mila euro. Il medico ha consegnato il denaro, e poi ha denunciato Mantegna ai carabinieri.

3 novembre, i giudici della Cassazione hanno confermato 3 condanne contro altrettanti agrigentini. Si tratta dell’imprenditore Marco Campione, che e’ il rappresentante legale della impresa che ha costruito l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Poi, Francesco Micciche’, capo settore tecnico dell’Azienda sanitaria. E poi Antonio Raia, direttore dei lavori. Dunque, i tre sono colpevoli di truffa aggravata, perche’ in atto pubblico hanno dichiarato conclusi i lavori di costruzione dell’ Ospedale entro il termine imposto dal capitolato d’appalto, quando invece lo sono stati 7 mesi dopo. Tale falsita’ sarebbe stata strumentale per evitare che l’ impresa pagasse all’ Azienda sanitaria la penale per il ritardo, provocando di conseguenza un danno all’erario per 1milione e 300 mila euro. Il reato di falso e’ stato prescritto. Due mesi in meno di condanna per ciascuno rispetto alla sentenza d’Appello. Quindi 10 mesi di reclusione a Marco Campione, 1 anno a Francesco Micciche’ e 1 anno ad Antonio Raia. La pena e’ sospesa.

3 novembre, al Tribunale di Agrigento, il giudice per le udienze preliminari, Valerio D’Andria, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato Rosario Scibetta, 25 anni, di Siculiana, a 1 anno e 8 mesi di reclusione per stalking e lesioni aggravate a danno della sua fidanzata. Scibetta e’ stato arrestato lo scorso 20 maggio allorche’ tra il settembre del 2009 e il marzo del 2010 avrebbe minacciato, ingiuriato, percosso e perseguitato una ragazza con cui ha intrattenuto in passato una relazione sentimentale. La donna e’ stata costretta anche a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

3 novembre, a Grotte, due banditi, armati di taglierino, hanno minacciato un impiegato e hanno rapinato circa 5mila euro all’agenzia della banca Monte dei Paschi di Siena. Indagini in corso.

3 novembre, la Procura di Agrigento ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a carico di 19 medici dell’ospedale di Canicatti’, inquisiti a seguito di un esposto presentato dai familiari di Luigi Pio Lo Presti, di Castrofilippo, morto il 30 maggio del 2009, vittima di un malore, ricoverato, dimesso, costretto ancora al ricovero e poi morto. L’ 11 gennaio si pronuncera’ il Gip.

3 novembre, nel mare agitato di Lampedusa, nel corso di una esercitazione, 4 componenti dell’ equipaggio di una motovedetta della Guardia costiera di Lampedusa hanno subito ferite a causa di un incidente provocato da un’ onda anomala nei pressi del porto dell’ isola. L’ onda ha sollevato il mezzo che e’ poi precipitato in acqua. Uno dei 4 ha subito delle fratture ed e’ stato trasferito a Palermo.

3 novembre, il Tribunale del Riesame di Palermo ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Antonio Russello, 27 anni, di Favara, arrestato lo scorso 8 febbraio nell’ ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta ‘’Hardom ‘’. Nonostante cio’, Russello e’ ancora in carcere, perche’ lo scorso 29 giugno e’ stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione per favoreggiamento della latitanza del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina. Russello avrebbe ospitato Messina in un suo magazzino a Favara, in via Bruccoleri.

3 novembre, sono stati arrestati Francesco Milanese, 27 anni, e Vincenzo La Morella, 22 anni, entrambi di Canicatti’, accusati di rapina aggravata, da 800 euro, a danno di una prostituta nel centro storico di Caltanissetta. I due sono stati incastrati dai contenuti di alcune intercettazioni telefoniche.

4 novembre, due giovani, rispettivamente di Castrofilippo e Canicattì, sono stati denunciati dalla polizia per tentata truffa e resistenza a pubblico ufficiale. I due hanno tentato, lungo la statale 189, Agrigento – Palermo, la cosiddetta truffa dello specchietto, bloccando una persona e chiedendole di pagare lo specchietto di un’ automobile che, in realta’, non ha mai rotto. Peccato pero’ che i due si sono imbattuti in un agente della PolStrada agrigentina, capitanata da Calogero La Porta.

4 novembre, ad Agrigento, i ladri hanno svaligiato tre villette, due in via Marina di Pietrasanta, nel quartiere commerciale del Villaggio Mose’, e una terza in via Paterno’, nella frazione balneare di San Leone. Rubati contanti e oggetti preziosi, per decine di migliaia di euro. Indagini in corso.

4 novembre, la Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha ridotto di 11 mesi la condanna inflitta in primo grado, il 16 aprile del 2010, dal Tribunale di Sciacca, ed ha condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione Giuseppe Palumbo, 39 anni, di Santo Stefano Quisquina, che, il 9 gennaio del 2007, sparandogli 2 colpi di fucile al volto ed al torace, ha ucciso lo zio, Stefano Palumbo, 71 anni, e poi si e’ costituito ai Carabinieri. A scatenare la follia omicida vi sarebbero state questioni legate ad una eredita’ contesa. A Palumbo e’ stata riconosciuta, cosi’ come in primo grado, la semi infermita’ mentale.

5 novembre, i carabinieri della compagnia di Licata, agli ordini del capitano Massimo Amato, hanno arrestato Antonio Truisi, 47 anni, e Vincenzo Zarbo, 32 anni, entrambi di Licata, sorpresi in un cantiere in via Palma intenti ad asportare materiale ferroso, tra cui circa 3 quintali di tondini in ferro utilizzati per la costruzione di pilastri e alcune bobine di rame. Parte del materiale e’ stato gia’ caricato a bordo di un furgone.

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