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Cronaca della settimana in pillole X – di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 19 dic 2011/ 11:06. Letto 1.350 volte. Registrato sotto Agrigento, Cammarata, Canicattì, Cattolica Eraclea, Cronache, Favara, In evidenza, Lampedusa, Licata, Palermo, Ribera, Sambuca di Sicilia, Sciacca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

10 dicembre, i carabinieri della stazione di Naro hanno arrestato Riccardo Valenti, 28 anni, di Licata, sorpreso in contrada “Giummello” alla guida della propria automobile ed in possesso di 50 grammi di marijuana che ha tentato di nascondere lanciando un involucro dal finestrino dell’ auto. Valenti e’ fuggito ma e’ stato inseguito ed acciuffato.

10 dicembre, i carabinieri della Tenenza di Favara, agli ordini del tenente Gabriele Treleani, hanno arrestato Salvatore Bellomo, 60 anni, di Favara, ritenuto colpevole dal Tribunale di Vigevano, in Lombardia, di violenza sessuale su minori, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Si tratta di episodi risalenti al dicembre del 1998. Salvatore Bellomo scontera’ una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione, a seguito di sentenza definitiva in Cassazione.

12 dicembre, a Sambuca di Sicilia, due malviventi, travisati al volto e non armati, hanno minacciato gli impiegati ed hanno rapinato l’ Ufficio postale, arraffando dalla cassaforte circa 10mila euro.

12 dicembre, a San Leone, frazione balneare di Agrigento, nei pressi della piazzola dell’ ex eliporto, al lungomare, i carabinieri, agli ordini del capitano Giuseppe Asti e del maresciallo Mercurio Ubaldo Lingria, hanno arrestato Roberto Capraro, 20 anni, e il minore D.S., entrambi di Agrigento, sorpresi in possesso di 11 grammi di hashish, e 0,3 grammi di cocaina, e 110 euro in contanti. Nell’abitazione di Capraro sono stati sequestrati altri 350 euro, e nella casa del minorenne 3 coltelli ancora intrisi di sostanza stupefacente e un bilancino di precisione.

12 dicembre, il Tribunale di Agrigento, presieduto dal giudice Sebastiana Zuppardi, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Salvatore Broccio, ha assolto, con formula piena, Giuseppe Sala, ex amministratore di condomini, accusato di aver omesso il versamento delle ritenute assistenziali e previdenziali dei dipendenti dello stesso Sala. Nel corso dell’istruttoria dibattimentale, la difesa ha dimostrato l’ estraneita’ dell’imputato alle ipotesi di reato contestate.

12 dicembre, il Procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, ed il sostituto, Luca Sciarretta, hanno ordinato il sequestro preventivo di beni a carico del dirigente del Comune di Agrigento, Luigi Zicari, arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta anti – corruzione cosiddetta “Self service”.  Sequestrato, in particolare, un conto corrente acceso presso la Banca Credem di Agrigento contenente oltre 30 mila euro. Secondo la Procura, il denaro sarebbe frutto dell’attivita’ illecita di Zicari nella gestione delle pratiche edilizie. Inoltre, sarebbe stata dimostrata la sproporzione tra guadagni ufficiali e la consistenza del patrimonio di Zicari.

12 dicembre, accogliendo le istanze del difensore, l’ avvocato Anna Americo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, ha concesso gli arresti domiciliari a Marco Inguanta, 31 anni, di Agrigento, arrestato il 12 luglio scorso nell’ambito dell’operazione antidroga cosiddetta “ Il Capo dei Capi 2”.

13 dicembre, ancora una seconda volta, dopo la prima di venerdi’ scorso 9 dicembre, a Canicatti’ e’ stato danneggiato il sistema di video – sorveglianza esterna del Palazzo di giustizia, in via Vincenzo Gioberti. Dopo avere tentato di forzare gli ingressi agli Uffici giudiziari, e danneggiato un paio di telecamere, ignoti hanno divelto un’altra telecamera che era utilizzata per vigilare l’ingresso principale dell’edificio dove sono allocati gli Uffici del giudice monocratico, sezione civile e penale, e del giudice di pace. Indagini in corso.

13 dicembre, i giudici della Sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento hanno ordinato il sequestro dei beni di Gioacchino Siggia, 82 anni, di Ribera, pensionato, gia’ condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Welcome back”. In particolare, sono stati sequestrati 9 appezzamenti di terreno, 2 fabbricati e un libretto bancario. Le indagini patrimoniali sono state compiute dalla Guardia di finanza di Agrigento.

13 dicembre, i militari della Guardia di finanza di Canicatti’ hanno scoperto e sequestrato un’automobile Ferrari contraffatta. Ad insospettire i finanzieri sono stati alcuni particolari della vettura. Ad esempio, l’autovettura e’ risultata immatricolata come Pontiac modello “Fiero Ruha”. Le Fiamme gialle, dopo un accurato servizio informativo sui movimenti e le abitudini del proprietario dell’ automobile, hanno scovato il mezzo condotto da un ravanusano, denunciato a piede libero, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per contraffazione. L’attivita’ svolta dalla Guardia di Finanza e’ compresa nell’ ambito della tutela dei marchi, brevetti ed altri diritti di privativa industriale al fine di tutelarne l’immagine e la credibilita’.

13 dicembre, sentenza definitiva in Cassazione al processo antimafia cosiddetto “Sicania’’, contro i clan agrigentini tra Sant’Angelo Muxaro, Santa Elisabetta e San Biagio Platani. Francesco Fragapane, 8 anni di reclusione. Giuseppe Antonio Fragapane, 9 anni. E Giuseppe La Porta, 8 anni. Poi, Alfonso Milioto e’ stato condannato a 5 anni per illecita concorrenza aggravata, e sara’ nuovamente processato dalla Corte d’Appello di Palermo.

13 dicembre, ad Agrigento, all’ interno del deposito dei pullman della ditta “Sal”, in via 25 aprile, i ladri hanno rubato il gasolio da 4 serbatoi di pullman. Approssimativamente il furto ammonta ad un centinaio di litri di carburante.

13 dicembre, i carabinieri di Sciacca, agli ordini del capitano Gaetano La Rocca, hanno arrestato Donatello Gulino, 39 anni, di Sciacca, che scontera’ 3 anni e 2 mesi di reclusione per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

13 dicembre, ad Agrigento, i carabinieri della stazione di Villaseta hanno arrestato Paolo Greco, 26 anni, di Agrigento. Greco scontera’ la condanna definitiva a 3 anni di carcere e paghera’ 18mila euro di multa perche’ ritenuto colpevole di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel 2007, nel corso di una perquisizione, Greco e’ stato sorpreso in possesso di 900 grammi di hashish.

14 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha emesso la sentenza al processo cosiddetto ‘’Minoa‘’, a carico di 5 imputati agrigentini nell’ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta ‘’Minoa ‘’. 12 anni di reclusione a Domenico Terrasi, presunto capomafia di Cattolica Eraclea. 8 anni a Damiano Marrella, di Montallegro, al quale e’ stata cancellata l’aggravante della direzione. Assolto Andrea Amoddeo, genero di Terrasi, di Cattolica Eraclea. Assolto Francesco Manno, di Cattolica Eraclea. Assolto l’imprenditore di Ribera, Marco Vinti.

14 dicembre, la Guardia di finanza ha scoperto e sequestrato a Licata oltre 27mila botti di Capodanno illegali, scoperti nell’abitazione di un 52enne che e’ stato denunciato alla Procura, per detenzione illegale di materiale esplodente. I petardi sono stati custoditi all’interno di un condominio a rischio di tutti gli abitanti dello stabile, trattandosi di esplosivo per oltre 36 chili.

14 dicembre, i Carabinieri della compagnia di Canicatti’ e  della stazione di Castrofilippo, agli ordini del capitano Salvatore Menta, hanno arrestato Salvatore Casella, 26 anni, nomade della Comunita’ dei semi camminanti di stanza a Castrofilippo, accusato di evasione dalla propria abitazione, dove e’ stato ristretto agli arresti domiciliari lo scorso 24 novembre per violenza e resistenza a Pubblico ufficiale. Dunque, Salvatore Casella e’ adesso recluso al carcere di contrada Petrusa ad Agrigento.

14 dicembre, al Tribunale di Palermo, a conclusione della requisitoria, il Pubblico ministero, Giuseppe Fici, ha invocato la condanna del boss Giuseppe Falsone, gia’ capo di Cosa nostra agrigentina, a 6 anni di carcere per fittizia intestazione di beni. Nella disponibilita’ di Falsone vi sarebbero state l’ associazione agricola ‘’La Rotonda dei pini ‘’ e l’intero capitale sociale della societa’ ‘’ Biofrutta ‘’, entrambe di Campobello di Licata, e intestate fittiziamente a Giancarlo Buggea e Francesco Gioacchino Cottitto, processati separatamente. Legate a Falsone sarebbero anche le quote del capitale sociale della Laes, intestata a Calogero e Salvatore Paci. Il processo e’ stato rinviato al 2 febbraio per la discussione del difensore di Falsone, l’avvocato Giovanni Castronovo, e la sentenza.

15 dicembre, ad Agrigento i Carabinieri hanno denunciato 5 tunisini, accusati di contrabbando di sigarette allorche’ sono stati sorpresi al Villaggio Mose’, lungo il Viale Leonardo Sciascia, a bordo di un’ automobile, in possesso di 302 pacchetti di sigarette di contrabbando per un peso complessivo di 7 chilogrammi.

15 dicembre, la Guardia di finanza della Tenenza di Canicatti’ ha sequestrato circa 1.000 giocattoli privi di marchiatura “Ce” o mancanti di avvertenze e delle modalita’ di utilizzo nella lingua italiana, che la normativa vigente ritiene informazioni minime a tutela del consumatore. Il gestore dell’ esercizio commerciale, nel centro urbano della citta’ dell’uva Italia, e’ stato segnalato alla Camera di Commercio di Agrigento per l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, ed al ministero dello Sviluppo economico. Tali giochi, venduti a prezzo bassissimo, sono spesso frutto del lavoro nero, anche minorile, utilizzando sostanze pericolose e cancerogene.

15 dicembre, a conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale di Agrigento ha condannato a 16 anni di reclusione Costantin Gennaro, 25 anni, originario di Zagorsk in Russia, che l’ 8 novembre del 2009, ad Agrigento, al Villaggio Mose’, in via Sardegna 1, al culmine di un violento litigio, l’ennesimo, avrebbe accoltellato mortalmente, con due fendenti alla gola ed allo stomaco, il padre adottivo, Damiano Gennaro, 61 anni, originario di Petralia Soprana, commerciante di arredamenti per ufficio. Il ragazzo, subito dopo il delitto, ha telefonato ai Carabinieri e si e’ costituito. La perizia psichiatrica ha confermato la capacita’ di intendere e di volere dell’ imputato all’ atto del delitto.

15 dicembre, a Santa Elisabetta, i carabinieri hanno arrestato Daniele Fanara, 40 anni, di Santa Elisabetta, accusato di furto aggravato di energia elettrica. Fanara, conduttore di un caseificio, avvalendosi di un potente magnete posto sul contatore installato nell’ attivita’ artigianale, avrebbe provocato ingenti danni economici all’Enel, ancora in fase di quantificazione. Sono stati sottoposti a sequestro sanitario diversi chilogrammi di prodotti alimentari che si sospetta essere stati prodotti con materie prime rischiose per la salute pubblica. Nel frattempo, su istanza del difensore, l’ avvocato Anna Americo, il Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, ha rigettato la richiesta di convalida dell’arresto. E, pertanto, Daniele Fanara, dopo l’interrogatorio, e’ stato subito scarcerato.

15 dicembre, al Tribunale di Agrigento, a conclusione della requisitoria, il Pubblico ministero, Andrea Bianchi, ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione a carico di Massimo Zicari, 38 anni, di Agrigento, arrestato il 18 gennaio del 2010 nell’ ambito dell’ inchiesta anti – usura cosiddetta ‘’ Easy money”. Gli altri imputati hanno gia’ patteggiato la condanna. Zicari ha invece scelto di essere giudicato con il rito ordinario.

15 dicembre, il Tribunale di Agrigento ha rinviato a giudizio Alfonso Sanfilippo, 59 anni, residente a Castrofilippo, accusato di concussione allorche’ nel 2005, quando Sanfilippo e’ stato in servizio presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Agrigento, avrebbe preteso e ottenuto la consegna di una somma di denaro e del mobilio da una commerciante di Favara alla quale avrebbe rivelato che fosse in corso una verifica fiscale e che lui avrebbe potuto evitarle guai. La commerciante, tempo dopo, accerto’ che non vi sarebbe stata alcuna verifica e denuncio’ quanto accaduto alla Guardia di Finanza.

15 dicembre, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniela Posante, il Tribunale dei minori di Palermo, al termine dell’ interrogatorio di convalida, ha scarcerato D S, il minorenne arrestato dai carabinieri domenica scorsa a San Leone insieme al ventenne Roberto Capraro per detenzione di droga a fini di spaccio.

15 dicembre, l’ inchiesta “Self Service” contro un presunto business di tangenti all’ Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento. Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso ed ha confermato la detenzione in carcere a carico degli agrigentini Pietro Vullo, 42 anni, Roberto Gallo Afflitto, 41 anni, Giuseppe Gallo Carrabba, 55 anni, ed agli arresti domiciliari Gerlando Tuttolomondo, 74 anni.

15 dicembre, il Tribunale di Sciacca ha condannato ad 1 anno e 2 mesi di reclusione, pena sospesa, Accursio Pumilia, 80 anni, di Sciacca, accusato di violenza sessuale allorche’ avrebbe palpeggiato una donna di 45 anni nelle parti intime. Nel gennaio del 2008, l’anziano avrebbe cercato di approfittare della donna usando il pretesto di mostrarle i lavori di ristrutturazione di un appartamento in via De Gasperi. Pumilia ha sempre negato ogni addebito, proclamandosi innocente.

15 dicembre, i carabinieri della compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, hanno arrestato Vincenzo Militello, 24 anni, di San Giovanni Gemini, accusato di resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale allorche’, controllato da una pattuglia, alla richiesta di esibire i documenti, si e’ scagliato contro i militari. Militello e’ stato inoltre sorpreso in possesso di un coltello a serramanico lungo complessivamente 15 centimetri, sequestrato.

16 dicembre, ad Agrigento, lungo il viale Cannatello, innanzi al Centro commerciale Papino Expert, due banditi, travisati al volto e armati di pistola, hanno rapinato una donna sorpresa nei pressi della propria automobile parcheggiata. I due hanno scippato la borsa e sono fuggiti.

16 dicembre, il Tribunale di Sciacca ha condannato Nicolo’ Cusimano, 31 anni, di Palermo, a 6 anni e 6 mesi di reclusione, perche’ accusato della rapina, il 23 giugno del 2010, alla Banca Cooperativa di credito “San Francesco” a Ribera. Taglierino, minacce e bottino, circa 6mila e 590 euro. Cusimano e’ stato scoperto dai carabinieri grazie alla videoregistrazione del sistema in dotazione alla banca.

16 dicembre, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha sequestrato i beni dell’ imprenditore Salvatore Paci, 62 anni, di Campobello di Licata, gia’ condannato a 4 anni di reclusione in primo grado nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Apocalisse’’, allorche’ avrebbe favorito investimenti imprenditoriali della mafia, attraverso il boss Giuseppe Falsone. Sigillati 6 fondi rustici, un vigneto, 18 terreni, quote dell’azienda Laes, conti correnti, polizze assicurative e capitali sociali di altre due aziende.

16 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Licata, agli ordini del capitano Massimo Amato, hanno arrestato Gabriele Calderaro, 29 anni, disoccupato, pregiudicato, gia’ sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare per tentata rapina aggravata e lesioni personali. Ebbene, Calderaro scontera’ la condanna definitiva a 2 anni di reclusione. I reati risalgono al 24 settembre del 2007, a Licata. Gabriele Calderaro e’ stato tradotto nel carcere “Petrusa” di Agrigento.

16 dicembre, i carabinieri della Compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano, Vincenzo Bulla, hanno arrestato a Licata, Dumitru Birjoveanu, 50 anni, originario della Romania, ricercato da oltre 2 mesi per rapina e lesioni personali aggravate allorche’ il 29 settembre scorso, travisato da passamontagna e armato di bastone di legno, sarebbe entrato all’interno di un’azienda agricola di contrada Massonesi a Castronovo di Sicilia, avrebbe aggredito violentemente e legato il custode, residente a Cammarata, e gli avrebbe rubato numerosi oggetti.

16 dicembre, il giudice penale del Tribunale di Agrigento, Alessia Geraci, ha assolto Angelo Falsone, di Palma di Montechiaro, accusato di estorsione, minacce gravi e procurato incendio doloso. Le ipotesi di reato risalgono al maggio del 2006 quando un incendio danneggio’ il portone di un’abitazione di un commerciante e due automobili. Adesso, accogliendo le istanze del difensore di Falsone, l’avvocato Francesco Terrazzino, e’ stato assolto l’ imputato, nel mirino incrociato di due denunce da parte di suoi familiari per estorsioni e minacce gravi. Falsone invece avrebbe rivendicato una parte di eredita’ che gli sarebbe spettata, e non si sarebbe quindi trattato ne’ di estorsione ne’ di minacce.

16 dicembre, a Canicatti’ ha subito un danneggiamento, nei locali dell’ex Foro Boario, un’Associazione impegnata in un set cinematografico con maestranze del luogo, ed a cui gli stessi locali sono stati concessi dall’amministrazione comunale. Nottetempo, alcuni vetri degli infissi sono stati frantumati. Si tratta del quarto episodio di danneggiamento che, nel corso degli ultimi mesi, ha subito la Societa’ cinefila di Canicatti’.

16 dicembre, un camionista di Agrigento, residente a Cesena, Ferdinando Pullara, 47 anni, e’ morto vittima di un incidente stradale lungo l’ autostrada A14, corsia sud, nei pressi di Bologna. Pullara, alla guida del suo camion carico di latticini, ha tamponato un autotreno che si e’ immesso in carreggiata da una piazzola di servizio. L’uomo e’ morto sul colpo.

16 dicembre, un barcone con 68 persone, probabilmente somali, a bordo, partito dalla Libia, e’ approdato a Lampedusa dopo essere stato soccorso dalla Capitaneria. Tra i migranti anche 9 donne, e 2 in stato di gravidanza. Due passeggeri sono stati ricoverati in ospedale per ipotermia.

16 dicembre, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo si barrica ancora dietro la torre fortificata “Maginot” e, cosi’ come il 14 luglio scorso, giorno del blitz antimafia della Squadra mobile di Alfonso Iadevaia cosiddetto “Maginot”, adesso lancia la seconda palla di cannone contro 10 presunti “Falsoniani”. Infatti, la Procura di Vittorio Teresi invoca al Tribunale il rinvio a giudizio di 10 agrigentini presunti fiancheggiatori del gia’ Capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Ad Agrigento, Carmelo Cacciatore, Francesco Caramazza, e Liborio Parello. A Ribera, Carmelo Marotta  e Giovanni Vinti. Poi, Giuseppe Maurello, di Lucca Sicula, e Antonino Perricone, di Villafranca Sicula. A Favara, Salvatore Morreale, Calogero Pirrera, e Antonino Pirrera. Adesso e’ atteso il verdetto del Giudice per le udienze preliminari.

17 dicembre, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha sequestrato due automobili Porsche, una 911 turbo e una Cayenne, in uso all’imprenditore Giuseppe Burgio, 47 anni, di Agrigento. Le due auto, del valore complessivo di circa 200mila euro, sono intestate alle societa’ srl Ingross e Hopaf. Giuseppe Burgio e’ indagato per appropriazione indebita delle due auto di lusso a seguito della denuncia della Porsche financial services Italia secondo cui l’imprenditore nel marzo del 2009 e nell’ottobre del 2010 ha ottenuto la locazione delle due automobili e poi non ha onorato i contratti.

(News di Angelo Ruoppolo)

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