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Simonetta Agnello Hornby a Ribera

Scritto da il 21 Apr 2011/ 00:23. Letto 2.183 volte. Registrato sotto Cronache, Eventi, In evidenza, Ribera. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Calda e affollata l’accoglienza alla scrittrice, Ribera da un’ottima immagine di sé.

Gremita l’Aula Convegni del Comune di Ribera, sede nella quale l’Amministrazione  Comune, nella persona del vice Sindaco prof. Giuseppe Cortese, e la Biblioteca Comunale “A. Gramsci”, nella persona della direttrice dott.sa Carmela Vetrano,

hanno ospitato l’illustre autrice. Non si vedeva da tempo, ammesso che a memoria vi sia stata, una presentazione così ben organizzata e partecipata, così tanta gente per la presentazione di un libro. La cultura, forse, inizia a muovere i suoi primi passi!

 

 

Diverse le personalità presenti, rappresentanti dei Circoli culturali locali e di istituzioni culturali viciniore (nella foto, la direttrice della Biblioteca Riberese, dott.sa Carmela Vetrano; la responsabile della biblioteca di Palma di Montechiaro, dott.sa Enza Mogavero; il responsabile della biblioteca di Cianciana, dott. Mario Ottavio Caramazza).

Delizioso, infine, il dolce rinfresco offerto dall’Amministrazione Comunale ai presenti.

Riuscita e partecipata dunque la presentazione del nuovo libro, “Un filo d’olio”, nel quale l’autrice ci fa partecipe della propria memoria familiare, dei suoi ricordi d’infanzia. Un romanzo autobiografico, ma non solo: un ritratto della Sicilia, ricostruito coi propri occhi, che narra della sua famiglia appartenente dell’aristocrazia terriera, ambientato negli anni Cinquanta. Lo scenario, è  quello della casa di campagna, dove l’autrice ha trascorso le estati della sua infanzia e giovinezza. Particolare anche il nome del luogo, Mosè: un nome biblico, traslato dal primo proprietario, identifica l’antica masseria. Ed anche il posizionamento, a pochi chilometri dai templi dorici dell’antica Akragas, amplifica il significato di quel luogo, che ha accolto da maggio a ottobre la famiglia Agnello. E’ una descrizione di luoghi, di suggestioni, di stati d’animo, mischiati a momenti di vita reale, che emozionano e stupiscono: i riti del viaggio, l’arrivo, l’emozione a rivedere i luoghi, le cose e la natura che le circonda, l’enorme gelso, le aie assolate, gli ulivi argentati, le stanze fresche, gli ospiti, le visite, i parenti. Si intrecciano le diverse storie, le “parlate” dialettali, i contadini che lavorano la terra, la servitù. Il tutto, sapientemente raccontato e legato, come in una prelibata ricetta, con un “filo d’olio”.

Dopo aver raccontato la Sicilia con storie forti e personaggi leggendari, dalla Mennulara, alla zia marchesa, alla monaca Agata, attraversando l’Otto e il Novecento, Simonetta Agnello Hornby si racconta in una autobiografia che ci rende partecipe della realtà siciliana degli anni Cinquanta.

Alla fine, ci son state delle domande rivolte alla scrittrice, interessanti. E lei risponde, e ci fa partecipe di avvenimenti simpatici e bizzarri della propria vita, raccontando anche della suocera, un vero personaggio.

Una domanda, però, ha particolarmente infastidito, essendo inopportuna ed annunciando una sorta di discriminazione intellettuale, chiedendo come mai lei si fosse interessata di immigrati ed emarginati (o qualcosa di similare, essendo la scrittrice di nobili origini ed essendo un Giudice della City). Il pubblico s’è subito fatto sentire con del brusio, indice di disapprovazione, e fra le file posteriori i brusii accusavano la domanda quale sconveniente, ma l’energica Agnello ha risposto con grinta e tenacia, mettendo a tacere il propositore infelice, dicendo anche che la domanda era stata posta male.

Abbiamo carpito una breve intervista, nella quale, con gentilezza e rigorosa professionalità, seppur provata dalla stanchezza fisica, l’Autrice s’è prestata.

D. La prima volta a Ribera o c’era già stata?

R. Ci son stata parecchie volte, in quanto avevo una zia che abitava qui e venivo da lei quando ero piccola.

D. Bei ricordi di quando era piccola?

R. Bellissimi i ricordi: una città pulita, lavoratrice e profumata, specie quando c’era la zagara e le fragoline, e poi le belle case coi bagli…

D. Rispetto a prima, oggi, cambiamenti in meglio/peggio?

R. E’ difficile a dirlo, in quanto a Ribera ci passo spesso, quando vado a prendere l’aereo per tornare a Londra, per esempio. E’ cambiata come tutto: oggi entrando ho visto com’è bella la vostra piazza.

D. La vita divisa tra i dintorni Londra e la Sicilia, faticoso l’adattamento?

R. E’ sempre bello tornare qui, ma è bello anche tornare a Londra: io ho due Paesi, ed amo molto entrambi.

D. E rispetto alla Sicilia descritta ne “La mennulara” ci sono delle novità?

R. Certo: La mennulara è del ’63, per cui i cambiamenti sono straordinari, cinquant’anni di cambiamenti. La Sicilia si è evoluta, ma certo ci son cose brutte, come la distruzione del paesaggio, in modo indegno. Ma ci son cose belle, come la gioventù, che ha voglia di lavorare ed è sanamente moderna, e che forse non apprezziamo quanto dovremmo.

D. Nelle sue opere si parla spesso del passato, ma la Sicilia odierna, le piace?

R. Si, parlo del passato, ma anche del presente. Boccamurata (altra opera dell’Autrice) è moderno, è presente: non so scrivere del futuro! Si, la Sicilia mi piace. Non mi piace la confusione di valori che c’è in Italia, ma anche in Europa c’è tale fattore critico: in ambito culturale, politico, della famiglia, artistico, in tutto v’è crisi. Forse l’Italia è leader in questo, nella confusione. E la confusione dei valori, è sempre dannosa.

D. Per riprendere, i proverbi sono sempre attuali?

R. I proverbi sono sempre gli stessi: “cangianu sempri” e sono “sempri li stessi”. La bellezza del proverbio è che c’è ne è uno a favore ed uno contro qualunque cosa!

D. Il “Gattopardo” che si rinnova?

R. … non lo so!

Alla presentazione, v’era anche la presenza della Sellerio Editore di Palermo (Rosetta Ceroni per Ribera).

Ringraziamo per la cortesia e l’ironia dimostrata dalla scrittrice Simonetta Agnello Hornby.

 

(C) SICANIANEWS 2011

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