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Spallitta: Piano Regolatore del Porto. Ceduti all’Autorità Portuale i porti di Arenella, Acquasanta e Sant’Erasmo.

Scritto da il 25 Nov 2011/ 21:35. Letto 361 volte. Registrato sotto Cronache, In evidenza, Politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

Il consigliere comunale Nadia Spallitta – presidente della commissione Urbanistica – ha dichiarato:

«Ritengo che l’Italia dei Valori debba uscire dall’ambiguità, e debba assumere comportamenti coerenti con le dichiarazioni formali. E’ inaccettabile che l’Idv affermi che non intende coalizzarsi mai con il terzo polo, e poi in Consiglio Comunale lo stesso partito non solo voti le proposte del Pdl, ma lo faccia appoggiando il terzo polo. E’ quello che è successo anche ieri in Consiglio Comunale, in occasione di uno dei provvedimenti più significativi dell’intera consiliatura, il Piano Regolatore del Porto, approvato con i voti del Pdl, del terzo polo e di Idv. Un Piano Regolatore che, sia pure liberato dalle “aree bersaglio”, presenta aspetti non condivisibili, e che a mio avviso ledono gli interessi dei cittadini e dello stesso comune di Palermo. Ugualmente ho trovato singolare la proposizione di un emendamento a firma del collega Filoramo (Pd),  approvato dall’Aula, che nel trasferire le attività pescherecce da Sant’Erasmo alla Bandita, ha segnato, di fatto, la fine  di questo storico porto. Il P.R.P., approvato con un voto trasversale, secondo la proposta del Presidente dell’Autorità Portuale, in contrasto con le previsioni della legge 84/94 e disattendendo la decisione sul ricorso straordinario del Presidente della Repubblica, ha esteso la perimetrazione dell’area portuale anche ai porti pescherecci di Sant’Erasmo, Acquasanta e Arenella, (facendo rivivere una perimetrazione dichiarata illegittima ed annullata in sede giurisdizionale, e questo in virtù di una breve lettera di rinuncia, a questa parte del territorio, del Sindaco?). Queste aree si trasformeranno in approdi turistici, anche con opere di grande impatto ambientale,  da concedere a privati.
Sostanzialmente il Consiglio Comunale, su proposta dell’Amministrazione, senza un’adeguata motivazione, ha di fatto ceduto ad un altro ente – senza  averne alcun vantaggio economico – interi tratti della fascia costiera, con ciò arrecando, a mio avviso, un danno all’Erario pubblico sotto numerosi profili. Ricomprendere i tre porti all’interno della perimetrazione dell’Ente  Porto, implica infatti che sarà l’Autorità Portuale a ricavarne tutte le possibili entrate, ivi compresi i finanziamenti europei specificamente previsti per questa tipologia di porti. Inoltre, i cittadini saranno probabilmente privati della possibilità di fruire di parti del territorio, storicamente del Comune, caratterizzate da valenze ambientali e paesaggistiche, che i progetti dell’Autorità Portuale sono destinati a stravolgere. Non riesco a comprendere, dunque, questo voto d’aula, che ha rigettato i miei emendamenti rivolti a stralciare dal P.R.P. i porti pescherecci. A ciò si aggiunga che, dalla delibera approvata, non emerge quale sia l’interesse per il comune di Palermo di privarsi, senza compensi, della organizzazione e gestione di aree che, invece, posso avere anche una grande valenza economica ( solo per il porto di Sant’Erasmo si prevede la creazione di centinaia di posti per imbarcazioni , con le conseguenti entrate che andranno a terzi concessionari e all’Autorità Portuale). In un momento storico in cui l’Amministrazione comunale versa in condizioni di disagio finanziario, non si giustifica una dismissione gratuita di patrimonio e di poteri gestionali, con conseguente eliminazione di possibili entrate a favore delle casse comunali. Ritengo che sussistano tutti gli elementi per un intervento della corte dei Conti, poiché nessuno può rinunciare ai beni collettivi – peraltro senza alcun vantaggio – e a porzioni di territorio che hanno una grande importanza  storica, ambientale, e che potrebbero essere fonti di entrate.»

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