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2^ cronaca della settimana in pillole – di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 17 gen 2012/ 23:08. Letto 783 volte. Registrato sotto Agrigento, Campobello di Licata, Canicattì, Cronache, In evidenza, Licata, Menfi, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Sciacca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

7 gennaio, I Carabinieri della Compagnia di Monreale, lungo la strada statale 624 Palermo – Sciacca, hanno arrestato Andrea Cirabisi, 27 anni, di Sciacca, sorpreso, a bordo di un’ automobile Citroen C2, in possesso di un panetto di poco meno di 100 grammi di hashish. Cirabisi e’ stato detenuto in camera di sicurezza, processato per direttissima, condannato a 8 mesi di reclusione, e multato di 2mila euro.

9 gennaio, Provincia agrigentina raggelata da freddo, vento e pioggia. E infuocata da incendi e roghi, dolosi e accidentali, ma pur sempre fuoco e fiamme. A cavallo del week end lavoro straordinario per i Vigili del fuoco, poi Carabinieri e Polizia, sempre sul posto a celebrare la liturgia dei rilievi di rito. A Licata, in periferia, lungo la strada statale 115, un incendio ha bruciato un capannone di un’azienda che produce materiale plastico per imballaggio. I danni sono ingenti. Ancora a Licata, in via Vittorio Emanuele, al civico 81, ignoti, usando liquido infiammabile, hanno incendiato la saracinesca del negozio di abbigliamento del commerciante Francesco Rendani, 65 anni. Le fiamme si sono auto – estinte, provocando poco danno. A Bivona, in contrada Scaldamosche, sicuramente molto riscaldate, un incendio ha bruciato la Volkswagen Golf di un operaio di 40 anni, e le iniziali del nome sono O P, come O perbacco. A Cattolica Eraclea, in via Gorizia, le fiamme hanno danneggiato la Volskwagen Passat del geometra C B, 54 anni, impiegato all’ Ufficio tecnico comunale di Cattolica Eraclea. A Favara, in contrada Poggio di Conte, lungo la strada verso Castrofilippo, i Carabinieri hanno scoperto incendiata una automobile Lancia Y 10 rubata alcuni giorni addietro. Ancora a Favara, in via Giotto, nella zona del quartiere Cavato, le fiamme hanno danneggiato la Fiat Punto di un operaio di 50 anni. A Lampedusa, in via Verga, il fuoco ha bruciato l’automobile Fiat Punto di un commerciante di prodotti ittici di 66 anni, originario di Agrigento ma da sempre residente sull’ isola. Nel frattempo, i tre feriti a seguito dell’ incendio, provocato da un corto circuito ad una friggitrice, al Pub Wellington a Ravanusa, in via Mamiani, sono ancora ricoverati nel reparto di Medicina generale dell’ospedale Barone Lombardo di Canicatti’. Si tratta dei proprietari del locale, Carmela Natale, 45 anni, e il marito Calogero Messana, 53 anni, entrambi di Ravanusa, e che hanno disperatamente tentato di fronteggiare le fiamme, e della cameriera, la cittadina romena, Trupa Florea, 38 anni. I tre hanno subito ustioni in varie parti del corpo.

9 gennaio, Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto la richiesta di annullamento della misura cautelare a carico dell’ ingegnere Sebastiano Di Francesco, accusato di associazione a delinquere e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Self service”, su presunte tangenti all’ Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento. Il difensore di Di Francesco, l’ avvocato Angelo Nicotra, ha depositato una memoria difensiva di 30 pagine. A Sebastiano Di Francesco e’ stata confermata la sospensione dal servizio.

10 gennaio, I carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Giuseppe Morello, 30 anni, di Licata. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno scoperto che uno dei locali del villino di Morello sarebbe stato trasformato in una serra per la coltivazione di marijuana. Sono stati sequestrati alcuni grammi di marijuana gia’ essiccata ed altro stupefacente in fase di essiccamento, ed un impianto necessario alla coltivazione dei semi di cannabis.

10 gennaio, Un chilometro e mezzo di cavo elettrico e’ stato rubato in contrada Bifora – Favarotta, a Campobello di Licata. Il furto ha provocato danni e disagi alla gestione della discarica della Dedalo Ambiente. Impossibile prelevare il percolato, finche’ il cavo non sara’ ricollocato.

10 gennaio, La Procura di Agrigento ha citato in giudizio l’ex manager dell’ospedale  San Giovanni di Dio di Agrigento, Giancarlo Manenti, e tre funzionari dell’  Azienda sanitaria : Cinzia Schinelli, responsabile del servizio tecnico, Giuseppe D’Anna, dirigente della struttura di Medicina, e Pasquale Castronovo, dirigente della struttura di Pronto soccorso. Il prossimo 21 marzo, data della prima udienza innanzi al Giudice monocratico, i 4 imputati risponderanno di lesioni colpose a seguito delle ferite subite nel 2006 da una degente e  da una dipendente dell’ospedale, inciampate e cadute a terra a causa delle buche nel pavimento dell’ Ospedale. I 4 non avrebbero adottato le misure opportune a rimedio.

10 gennaio, E’ in programma il prossimo 23 gennaio la prima udienza al Tribunale di Agrigento a carico del Presidente della Provincia, Eugenio D’ Orsi, accusato di truffa, abuso d’ufficio, peculato e concussione. La Procura cita 32 testimoni, tra vertici della Guardia di Finanza, tecnici e operai che hanno lavorato nella villa di Montaperto di D’Orsi, e i 13 funzionari della Provincia indagati nell’ambito del primo filone dell’inchiesta. D’Orsi e’ difeso dagli avvocati Daniela Posante e Giuseppe Scozzari, che si apprestano a depositare la loro lista di testimoni.

11 gennaio, Paura e panico ad Agrigento, al Viale della Vittoria, all’interno degli uffici nella palazzina condivisa dalla Provincia regionale e dal Provveditorato agli studi, a seguito dell’ esplosione di una bombola di un climatizzatore. Il boato ha spaventato cosi’ tanto il personale interno, che tutti si sono riversato in strada, evacuando la struttura. Lo scoppio ha ferito un tecnico, Carmelo Alaimo, 41 anni, impegnato nella manutenzione del climatizzatore e nella ricarica della bombola di azoto. L’operaio e’ stato gravemente ferito ad una mano ed e’ stato soccorso all’ ospedale San Giovanni di Dio con un’ambulanza del 118. Alaimo e’ stato poi trasferito all’ Ospedale Civico di Palermo. Un collega, Davide Lumia, e’ stato stordito dal botto e dal frastuono.

11 gennaio, Al Tribunale di Agrigento, a conclusione della requisitoria, la Procura ha chiesto condanne comprese tra i 18 mesi e i 6 anni e 6 mesi nell’ ambito del processo, in abbreviato, frutto dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Sorgente”. Dunque, 6 anni e 6 mesi per Angelo Brunetto di Racalmuto, e 6 anni di reclusione ciascuno per Eleonora Salamone e Mario Fuca’, entrambi di Agrigento. Ed ancora, 4 anni di reclusione ciascuno per Calogero Messina di Caltanissetta e Marco Ragusa di Canicatti’. Poi, 3 anni e 6 mesi di reclusione per Giacinto Piazza di Canicatti’. Poi ancora, 1 anno e 6 mesi di reclusione per Salvatore Puma di Racalmuto. Tra gli imputati vi e’ l’ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, accusato di tentata concussione, per il quale e’ stata chiesta la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione.

11 gennaio, Al Tribunale di Agrigento si e’ concluso, con l’assoluzione di tutti gli imputati, un processo avente ad oggetto un immobile a Lampedusa, in contrada Cala Creta, che si ritiene essere di proprieta’ del famoso cantautore, Claudio Baglioni, che vi soggiorna durante i periodi di permanenza sull’ isola. Ebbene, secondo la Procura di Agrigento, tutti i lavori e gli interventi sull’ immobile sarebbero viziati dalla circostanza che il manufatto non fosse esistente prima dell’anno 1976. E che la dichiarazione contraria, resa dal proprietario dell’ immobile, fosse falsa. Dunque, Il Tribunale di Agrigento, presieduto da Franco Messina, ha assolto Grazia Rita Cosentino, dirigente dell’ Ufficio tecnico del Comune di Lampedusa, Francesco Novaro, legale rappresentante della societa’ Cala Creta, Maximiliano Pintore, tecnico qualificato, Biancarosa Falletta, dirigente dell’ Ufficio tecnico del Comune di Lampedusa, difesa dall’avvocato Marco Giglio, Francesco Bignone, responsabile del procedimento e funzionario istruttore della pratica edilizia, difeso dall’ avvocato Alessandro Patti, e Alberto Bottino, proprietario originario dell’immobile e committente delle opere.

11 gennaio, A conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a 18 mesi di reclusione Angelo Allegro, 53 anni, di Naro, accusato di omicidio colposo allorche’ e’ il proprietario dell’ovile, in contrada Rocca di Mendola, dove il 30 gennaio del 2009 mori’, folgorato da una scarica elettrica, lo studente universitario Giuseppe Gati’, 23 anni, di Campobello di Licata. Gati’ si reco’ a comprare del latte e avrebbe camminato su di un filo scoperto della corrente elettrica che attraversava l’ Azienda agricola di Allegro.

11 gennaio, A conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo ha condannato Diego Sabella, 76 anni, e Alberto Sclafani, 28 anni, entrambi di Sciacca, ed accusati di favoreggiamento all’ immigrazione clandestina nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Taxi driver”. 5 anni a Diego Sabella, e 5 anni e 4 mesi ad Alberto Sclafani. Ed una multa, a ciascuno, di 1milione e 800mila euro, ossia 15mila euro per ognuno dei 104 clandestini oggetto del procedimento.

11 gennaio, Il Giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alessia Geraci, ha condannato, ad 1 anno e 3 mesi di reclusione, Armando Lo Cascio, 66 anni, originario di Porto Empedocle, pensionato, perche’ riconosciuto responsabile del reato di stalking. Si tratta della seconda condanna, dopo la prima a 2 anni di reclusione, inflitta a Lo Cascio per aver continuato a molestare la sua vicina di casa con pedinamenti, minacce, insulti e telefonate.

11 gennaio, I Carabinieri della stazione di Menfi hanno arrestato Gaspare Caruso, 46 anni, di Menfi, che scontera’ ai domiciliari 20 giorni di reclusione per il reato di porto abusivo di arma bianca.

11 gennaio, Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale dei minori di Palermo, Antonina Pardo, ha rinviato a giudizio A F, 17 anni, di Canicatti’, che il 17 luglio scorso, a Canicatti’, colpendolo con un cacciavite alla testa, provoco’ la morte, dopo 11 giorni di coma, dell’amico Calogero Giardina, 24 anni. Il giudice ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato formulata dall’avvocato difensore Diego Giarratana. Prima udienza il 4 aprile.

12 gennaio, A Palma di Montechiaro, al Comune, a Palazzo degli Scolopi, sotto la scrivania di una impiegata, all’ interno dell’ Ufficio comunale che si occupa di sanatorie edilizie, e’ stato scoperto un pacchetto con dentro un proiettile calibro 38 special. L’ allarme e’ stato lanciato da un dipendente comunale. Indagano i Carabinieri.

12 gennaio, I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento, agli ordini di Michele Salemme, hanno arrestato Naceur Hamzaoui, 27 anni, originario della Tunisia, perche’ in via Monti Nebrodi, al Villaggio Mose’, ubriaco, si e’ scagliato contro i poliziotti, ferendone 2, intervenuti sul posto per sedare una lite con il cugino del tunisino che e’ stato, inoltre, sorpreso in possesso di 2 ciclomotori, verosimilmente rubati, e di alcuni grammi di hashish.

12 gennaio, La Procura di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 10 tra dirigenti e funzionari della Provincia di Agrigento, accusati di abuso in atti d’ufficio per avere avallato rimborsi per spese di rappresentanza sostenute, senza che ricorresse il fine istituzionale, dal presidente Eugenio D’Orsi, gia’ imputato per truffa, peculato, concussione e abuso d’ufficio. Dunque, 20 giorni di tempo per presentare contro – deduzioni difensive da parte degli indagati che sono Piero Hamel, Ignazio Gennaro, Antonino Amato, Paolo Muratore, Giuseppina Micciche’, Antonino Graci, Gaetano Gucciardo, Anna Capizzi, Bernardo Barone e Stefano Mammo Zagarella.

12 gennaio, I poliziotti del Commissariato di Canicatti’ hanno denunciato, per furto aggravato in concorso, 3 ragazzi minorenni. Si tratta di 2 romeni, tra cui uno di 12 anni, e un italiano. Secondo gli investigatori, i 2 romeni sarebbero gli autori di 25 furti compiuti nell’ arco di 3 settimane, a danno di negozi, uffici e abitazioni, soprattutto di telefonini, computer, macchine fotografiche nonche’ il contante custodito nei registratori di cassa. Il minore italiano, un 17enne, sarebbe stato basista e avrebbe partecipato ai furti piu’ difficili.

13 gennaio, A Licata, nella zona residenziale “Villaggio dei Fiori”, un uomo di 52 anni, Giuseppe Scrimali, operaio, intento a montare un impianto di riscaldamento, e’ precipitato dal tetto di un’abitazione, da 5 metri. Scrimali ha subito gravi ferite.

13 gennaio, A Lampedusa, in una traversa della piazza Garibaldi, ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile l’ ingresso dello studio medico del direttore del poliambulatorio di Lampedusa, Pietro Bartolo. I Carabinieri hanno scoperto nei pressi dell’ immobile una tanica contenente tracce di benzina.

13 gennaio, Il prossimo 25 gennaio, al Tribunale di Sciacca, innanzi al Giudice per le udienze preliminari, Roberta Nadori, sara’ giudicato con il rito abbreviato Vincenzo Guddemi, 57 anni, di Ribera, bracciante agricolo. Il 29 settembre scorso, a Ribera, in una palazzina in via Tirrito, al culmine di una lite, Guddemi uccise a coltellate il fratello, Giuseppe Guddemi, 59 anni, inteso Peppi Gesu’, anche lui bracciante agricolo. La richiesta del rito speciale e’ stata subordinata dall’accettazione da parte del giudice di effettuare una perizia psichiatrica.

13 gennaio, Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Luigi Troja, ha scarcerato Pina Moncada, 43 anni, di Porto Empedocle, arrestata nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Express Courier”. A Pina Moncada sono stati concessi gli arresti domiciliari.

13 gennaio, Insolito furto a Licata, allorche’, in via Monserrato, ignoti ladri hanno rubato tutti i tombini a ridosso degli allacci fognari e dell’illuminazione pubblica, provocando gravi pericoli sia per i pedoni che per gli automobilisti in transito. Indagini in corso.

13 gennaio, Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Valerio D’Andria, ha rinviato a giudizio Angela Giovanna Alaimo, 53 anni, di Racalmuto, legale rappresentante della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale, accusata di truffa, allorche’, tra il 2003 al 2009, avrebbe utilizzato le offerte dei fedeli per scopi personali. Ad Angela Giovanna Alaimo sono contestate due ipotesi di truffa a danno di due fedeli racalmutesi dalle cui denunce e’ scattata l’inchiesta. Le due donne avrebbero consegnato ingenti somme, tanto che l’ imputata si sarebbe intestata un immobile. Angela Giovanna Alaimo avrebbe anche prospettato delle maledizioni ad una delle due donne se non avesse pagato alla chiesa il 10 per cento dei suoi guadagni.

13 gennaio, La Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, ha condannato a 18 anni di reclusione un killer di Niscemi. Lui e’ Antonino Pitrolo, 54 anni, una ventina di omicidi nel certificato di mafia. Ed il 28 gennaio 1992 e’ stato a Ravanusa, in provincia di Agrigento, dove ha ucciso, per errore, Calogero Zagarrio. Pitrolo, inteso “Ninu u pivulu” e’ pentito, collabora con la giustizia, e ha raccontato quanto e’ accaduto. La vittima designata e’ il presunto capomafia di Ravanusa, Luigi Boncori, oggi detenuto, e che all’epoca sarebbe stato in contrasto con Angelo Ciraolo, gia’ capomafia di Ravanusa, ucciso il 12 aprile del 92. Il racconto di Pitrolo : “ siamo a bordo di un’automobile io, il genero di Ciraolo, Pino, e poi Giuseppe Lentini, nipote di Ciraolo, e che e’ stato poi ucciso il 6 giugno del 2005. Abbiamo avvistato l’automobile di Boncori. Calogero Zagarrio, ecco la sua sfortuna, e’ alla guida dell’ automobile di Boncori. Abbiamo affiancato l’auto. Io ho iniziato a sparare con due pistole, una si e’ inceppata. Calogero Zagarrio e’ morto. Io non sapevo chi fosse. Siamo scesi dall’automobile per vedere se avevamo centrato l’obiettivo e ci siamo accorti che Boncori era fuggito ed era stata uccisa la persona che guidava l’automobile”.

(di Angelo Ruoppolo)

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