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Cronaca della settimana in pillole XI – di Angelo Ruoppolo

Scritto da il 24 dic 2011/ 21:53. Letto 1.208 volte. Registrato sotto Agrigento, Cammarata, Canicattì, Casteltermini, Cronache, Favara, Licata, Ribera, Sciacca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

17 dicembre, il Giudice monocratico della Sezione penale del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Luigi Troja, ha assolto Aurelio Nicolosi, 44 anni, di Cattolica Eraclea, operaio, imputato di spaccio di sostanze stupefacenti allorche’ nel maggio scorso e’ stato sorpreso dai Carabinieri di Cattolica Eraclea in possesso di circa 30 grammi di hashish. L’avvocato Troja ha dimostrato che l’hashish e’ stato detenuto da Nicolosi per esclusivo uso personale essendo un consumatore di droga. Il Pubblico Ministero ha invocato la condanna ad 1 anno e 6 mesi di carcere.

17 dicembre, l’ inchiesta antidroga nell’ agrigentino cosiddetta “Capo dei Capi 2 ‘’. Francesco Prinzivalli, 31 anni, di Agrigento, macellaio, e’ stato scarcerato perche’ ha chiesto e ottenuto di patteggiare la condanna ed e’ adesso detenuto ai domiciliari. Prinzivalli e’ difeso dagli avvocati Davide Casa’ e Davide Spirio.

19 dicembre, ad Agrigento, in via Imera, una donna di 62 anni, ha subito un tentativo di scippo della borsa da due malviventi a bordo di uno scooter e travisati con i caschi. La vittima ha resistito, ha trattenuto la borsa, e’ rovinata a terra, e’ stata trascinata per alcuni metri, ha salvato la borsa ed e’ stato soccorsa in Ospedale dai Carabinieri intervenuti sul posto.

19 dicembre, al Tribunale di Agrigento, ha patteggiato la condanna a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, Mario Cacicia, 39 anni, di Agrigento, a giudizio per ingiuria, minaccia, violenza privata e danneggiamento. E’ stata la moglie a denunciarlo, il 9 aprile del 2010. Mario Cacicia e’ difeso dall’avvocato Rosalba Cassaro.

19 dicembre, a San Biagio Platani e’ stata scoperta morta, in un dirupo, a circa 500 metri dalla Casa di riposo dove ha alloggiato, la pensionata di 83 anni, Vincenza Mendola, di cui non vi sono state piu’ tracce da domenica pomeriggio 18 dicembre. Le ricerche sono state condotte anche con il gruppo cinofili dei Carabinieri. La donna e’ stata affetta da Alzheimer.

19 dicembre, al Tribunale di Agrigento, i giudici della sezione penale presieduta da Franco Messina, hanno assolto, con formula liberatoria, il sindaco di Licata, Angelo Graci, l’ex assessore Tiziana Zirafi, l’ex vice – presidente del Consiglio comunale, Nicolo’ Riccobene, e l’impresario di spettacoli Carmelo Napolitano, di Gela. La Procura, a termine della requisitoria, ha invocato la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno. Gli amministratori sono stati imputati per avere ricevuto una tangente in cambio dell’assegnazione di un appalto per uno spettacolo musicale organizzato in occasione della festa patronale a Sant’ Angelo. Alla lettura della sentenza ha partecipato, con soddisfazione, l’ intera Giunta comunale di Licata, a sostegno del sindaco. I 4 imputati assolti sono stati arrestati, ai domiciliari, il 24 novembre del 2009. A denunciare Graci, Zirafi, Riccobene e Napolitano, che avrebbe pagato la tangente, sono stati due impresari che sono stati esclusi dall’aggiudicazione degli appalti per l’organizzazione delle manifestazioni collaterali alla festa del Patrono di Licata, Sant’Angelo.

19 dicembre, il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo le istanze degli avvocati Enrico e Fabio Quattrocchi, ha annullato la misura cautelare e ha scarcerato Alfonso Vullo, 34 anni, di Agrigento, arrestato il 29 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta “Self Service” contro tangenti all’ Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento. Vullo e’ stato detenuto ai domiciliari.

20 dicembre, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Nino Gaziano e Girolamo Cannella, la Cassazione ha annullato con rinvio, nel merito della sussistenza degli indizi di colpevolezza, l’ ordinanza del Tribunale del Riesame di Palermo che ha confermato la misura cautelare in carcere a carico di Vincenzo Di Piazza, 71 anni, di Casteltermini, e di Francesco Baiamonte, 64 anni, anche lui di Casteltermini, entrambi inquisiti nell’ ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta Kamarat.

20 dicembre, il Tribunale del Riesame di Palermo ha sostituito all’ obbligo di dimora nel Comune di residenza la misura meno affittiva dell’ obbligo di firma giornaliero alla Polizia giudiziaria a favore del vigile urbano Rosario Troisi, 53 anni, di Agrigento, indagato nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta ‘’ Self Service ‘’ per divulgazione di segreto di ufficio allorche’ avrebbe informato il fratello architetto Salvatore, anche lui indagato, di un imminente controllo anti abusivismo nel cantiere di un suo cliente.

20 dicembre, le due pistole scoperte a Favara il 23 ottobre del 2010 nel covo del boss di Cosa nostra latitante, Gerlandino Messina, in viale Stati Uniti, non hanno mai sparato. Cosi’ e’ emerso a seguito degli esami balistici ordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo e compiuti dai carabinieri del Ris di Messina. L’ esito dell’esame e’ stato depositato agli atti del processo in corso innanzi al Tribunale di Agrigento a carico di Gerlandino Messina che risponde di porto e detenzione illegale di armi e munizioni.

20 dicembre, i Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato ai domiciliari Carmen Ciancimino, 19 anni, di Ribera, presunta responsabile di una rapina a danno di un’ anziana del luogo l’8 novembre scorso quando, usando una scusa, la ragazza sarebbe entrata nella casa della donna, l’avrebbe aggredita, e le avrebbe strappato una catenina in oro dal collo.

20 dicembre, il Tribunale civile sezione Fallimentare di Agrigento ha dichiarato il fallimento del Cda, il Centro distribuzione alimentare, dell’ imprenditore Giuseppe Burgio. Adesso, come da prassi, si procedera’ ad una ricognizione giudiziaria delle attivita’ e delle passivita’ al fine di costituire la cosiddetta massa fallimentare a garanzia dei crediti vantati verso il Cda. Giuseppe Burgio e’ titolare di altre due catene di distribuzione commerciale attualmente sotto vertenza giudiziaria. Si tratta di Ingross e Centro Le Rondini. L’ istanza di fallimento e’ stata proposta dall’ avvocato Giuseppe Danile.

21 dicembre, i Carabinieri della Compagnia di Cammarata, agli ordini del capitano Vincenzo Bulla, hanno arrestato Salvatore Costanza, 42 anni, di San Giovanni Gemini, imprenditore edile, presunto affiliato alla famiglia di Cammarata. L’ arresto di Costanza e’ compreso nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta ‘’ Kamarat ‘’ che ha gia’ provocato altri arresti di presunti esponenti mafiosi della “zona della montagna” agrigentina, ed a cui hanno contribuito le dichiarazioni dei pentiti Alfonso Falzone, Luigi Putrone, Ciro Vara, Maurizio Di Gati, Antonino Giuffre’, Giuseppe Salvatore Vaccaro e Beniamino Di Gati.

21 dicembre, ancora furti di cavi Telecom nell’ agrigentino. Ignoti hanno abbattuto i pali del telefono e rubato circa 350 metri di cavi di rame in contrada Cava Mantia, a Grotte. I tecnici di Telecom hanno lavorato a lungo per riattivare le linee telefoniche. Nella sola provincia di Agrigento, dall’inizio dell’anno a oggi, si sono susseguiti oltre 100 casi di furto di cavi.

21 dicembre, la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento a carico di Vincenzo Leone, 40 anni, di Canicatti’, condannato a 9 anni di carcere per associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Agora”, dal nome del Centro commerciale, oggi Vigne, gia’ obiettivo degli interessi criminali del clan mafioso legato al boss Giuseppe Falsone.

21 dicembre, il Tribunale di Agrigento ha assolto il ragioniere Massimo Zicari, 38 anni, di Agrigento, arrestato il 18 gennaio del 2010 nell’ ambito dell’ inchiesta anti – usura cosiddetta ‘’ Easy money”. Gli altri imputati hanno gia’ patteggiato la condanna. Zicari ha invece scelto di essere giudicato con il rito ordinario. Massimo Zicari e’ stato difeso dagli avvocati Nicola Grillo e Salvatore Tirinnocchi, che si dichiarano soddisfatti per l’esito giudiziale che ha sancito l’ insussistenza del teorema accusatorio. Il Pubblico ministero ha invocato la condanna dell’ imputato a 5 anni di carcere.

21 dicembre, i carabinieri della stazione di Casteltermini hanno arrestato Vincenzo Lo Manto, 55 anni, di Casteltermini, accusato di evasione dagli arresti domiciliari allorche’ e’ stato sorpreso dai militari a girovagare nei pressi di piazza Duomo. Lo Manto e’ stato arrestato lo scorso 3 gennaio per il tentato omicidio della moglie e del figlio. Poi, gli e’ stato imposto l’obbligo di dimora in una citta’ del Nord Italia, con divieto di rientro a Casteltermini, al fine di evitare ogni contatto con la sua famiglia. Lo Manto ha violato tale obbligo ed e’ stato posto agli arresti domiciliari a Casteltermini.

22 dicembre, l’ inchiesta “Self Service” al Comune di Agrigento per tangenti all’ Ufficio urbanistica : anche l’architetto Salvatore Troisi, 56 anni, di Agrigento, arrestato lo scorso 29 novembre per corruzione, ha ammesso le proprie responsabilita’ confermando di aver versato somme di denaro al funzionario comunale Luigi Zicari al fine di ottenere autorizzazioni e concessioni edilizie. Innanzi al Gip Davico, Salvatore Troisi, difeso dagli avvocati Daniela Posante e Daniele Re, ha patteggiato la condanna a 2 anni di reclusione, pena sospesa. E’ stato scarcerato, e gli e’ stato imposto l’ obbligo di dimora ad Agrigento.

22 dicembre, ad Agrigento, nel centro storico, in via Duomo, sulla porta di ingresso della Curia arcivescovile, e’ stato scoperto un foglio con su scritta la frase : “Temporaneamente chiusi per insolvenza. In Vaticano fate voi. Sulla nostra terra pagate l’Ici come noi. Firmato I Beati Paoli ”. Indagini in corso. “I Beati Paoli”, lo ricordiamo, furono una leggendaria setta segreta di vendicatori – giustizieri, sorta a Palermo nel 12esimo secolo, per vendicare i torti subiti dalla povera gente.

22 dicembre, a Cammarata, nottetempo, intorno alle ore 2.30, un incendio si e’ scatenato nell’ azienda agricola zootecnica casearia “Barno” di Lo Scrudato , lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Agrigento, Caltanissetta e Mussomeli, che hanno lavorato circa 10 ore per domare le fiamme. Danni, per oltre 300mila euro, non assicurati, ad un capannone di circa mille metri quadrati con dentro balle di fieno, un’autovettura, un camion e un vecchio trattore.

22 dicembre, nell’agrigentino riesplode il fenomeno del brigantaggio. Nelle campagne di Cammarata, in contrada Sparacio, una famiglia di pastori e’ stata malmenata e rapinata nella propria abitazione. Due malviventi, con il volto travisato e armati di bastone, hanno colpito ripetutamente i quattro familiari ed hanno rubato 1.500 euro in contanti, una collana e un bracciale d’oro. Indagano i Carabinieri.

22 dicembre, a Canicatti’ 32 persone sono state multate dalle Forze dell’ordine e segnalate all’Agenzia delle Entrate per avere ceduto in affitto alloggi privi delle piu’ elementari norme igienico – sanitarie e, soprattutto, senza un regolare contratto di locazione, a stranieri, prevalentemente romeni. La verifica, in corso gia’ da alcune settimane nella citta’ dell’ Uva Italia, e’ finalizzata a stanare gli evasori, che non pagano le tasse sulla registrazione dei contratti, e assicurare una migliore vivibilita’ agli stranieri. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane e non si escludono ulteriori sviluppi.

23 dicembre, Favara, ancora una rapina a danno di un supermercato. Due banditi, travisati con dei passamontagna e armati di pistola, hanno rapinato il supermercato “Forte’ ” , in via Capitano Callea. La cassiera e’ stata costretta a consegnare 450 euro ai due malviventi, fuggiti a piedi.

23 dicembre, ad Agrigento, al Villaggio Mose’, intorno alle ore 23, innanzi al Bancomat di una Banca, un agrigentino di 39 anni, A S, ecco le iniziali del nome, appena dopo avere prelevato 250 euro, e’ stato aggredito, minacciato e picchiato da due malviventi che gli hanno rapinato il denaro. Indagini in corso, anche attraverso le telecamere di video – sorveglianza.

23 dicembre, i Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato Aristodemo De Marchi, 30 anni, di Palma di Montechiaro, attualmente detenuto ai domiciliari. De Marchi scontera’ una condanna definitiva a 2 anni e 8 mesi di reclusione per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti. Il 25 maggio del 2009, Aristodemo De Marchi e’ stato arrestato dai Carabinieri perche’ sorpreso nel centro storico di Palma in possesso di 186 grammi di hashish.

23 dicembre, il Tribunale di Sciacca ha condannato Gianluca Cammarata, di Sciacca, a 9 anni e 2 mesi di reclusione. E’ stato invece assolto Daniele Pecora, di Menfi. I due sono stati imputati di detenzione di droga a fini di spaccio nell’ ambito della maxi inchiesta dei Carabinieri e della Procura saccense cosiddetta “Bacchanalia”. Un altro troncone del processo si e’ concluso in primo grado con il rito abbreviato e le condanne per 12 imputati.

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22 dicembre, l’ inchiesta cosiddetta “Self Service” per tangenti all’ Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento. Anche l’ l’imprenditore agrigentino Emanuele Navarra, interrogato dal pubblico ministero, Luca Sciarretta, ha ammesso le proprie responsabilita’ ed al piu’ presto i suoi difensori formalizzeranno la richiesta di patteggiamento della condanna. Nel frattempo, il Gip, Davico, ha sostituito a favore di Navarra la misura degli arresti domiciliari con l’ obbligo di dimora ad Agrigento.

23 dicembre, la Serit Sicilia ha notificato all’ imprenditore e testimone di Giustizia di Bivona, Ignazio Cutro’, cartelle esattoriali per 85mila e 562 euro. Si tratta di cartelle che avrebbero dovuto essere bloccate dalla sospensione prefettizia. Cosi’, invece, non e’ stato. Errori, ritardi e incomprensioni fra i vari Enti statali hanno impedito la proroga dei pagamenti all’imprenditore che ha denunciato il racket. Ignazio Cutro’ al momento non lavora ed e’ obbligato a pagare entro 30 giorni una cifra impossibile. Pena : l’ iscrizione di ipoteca sui beni immobili. Il presidente di ConfArtigianato imprese Sicilia, Filippo Ribisi, commenta : ‘’ e’ ingiusto che lo Stato italiano chieda agli imprenditori di mettersi in prima linea denunciando il pizzo imposto dai mafiosi, e poi li costringa a confrontarsi con meccanismi burocratici lunghi e farraginosi che finiscono per boicottarli, prestando il fianco alla criminalita’ che punta anche su questo per scoraggiare le imprese a denunciare”.

23 dicembre, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Giuseppe Barba e Roberto Tricoli, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, De Marchi, ha scarcerato Cosimo Caltabellotta, 69 anni, di Campofranco,  titolare dello storico  motel – bar La Fazenda, lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, nei pressi di Campofranco. Caltabellotta e’ stato arrestato lo scorso 6 aprile nell’ambito della maxi operazione antimafia cosiddetta “Grande Vallone”. Il Tribunale ha ritenuto affievolite le esigenze cautelari a carico dell’ indagato, e gli ha concesso i domiciliari.

23 dicembre, un uomo di Canicatti’ ha presentato una denuncia alla Procura a seguito di un presunto caso di mala – sanita’ costato la vita alla moglie, una donna di 50 anni, anche lei di Canicatti’. La donna e’ stata ricoverata dal settembre scorso nel reparto Chirurgia dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicatti’, a causa di dolori addominali. La paziente e’ morta dopo essere stata sottoposta a ben 4 interventi chirurgici senza esito. Il marito ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia della salma.

24 dicembre, il Tribunale del Riesame di Palermo ha rigettato l’istanza di scarcerazione del funzionario comunale di Agrigento, Luigi Zicari, 59 anni, indagato nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Self Service” su tangenti all’Ufficio Urbanistica del Comune di Agrigento. Zicari, che ha subito gia’ il sequestro di un conto corrente bancario con 34mila euro, e’ difeso dagli avvocati Antonio Baldacchino e Antonino Catania.

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